Il Tirreno

«La discarica è da fermare, altrimenti dimissioni»

V.P.
«La discarica è da fermare, altrimenti dimissioni»

Il gruppo è preoccupato dalla mancata approvazione della Variante  e chiede ai carabinieri del Noe di verificare il rispetto del cronoprogramma

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO

«Siete stati eletti per fermare la discarica, se non accade, dimissioni»: il promemoria del Comitato salute pubblica è rivolto al sindaco, Francesco Ferrari, alla giunta e ai consiglieri. È inserito in una nota stilata calendario alla mano. Il 30 è dietro l’angolo e neanche nella seduta di quel giorno è prevista la Variante Rimateria che i cittadini del gruppo avrebbero voluto approvata entro fine mese.

Nel frattempo il Comitato pochi giorni fa si è rivolto al Noe dei Carabinieri di Grosseto, oltre che a Regione, Arpat e altri soggetti istituzionali, per chiedere verifiche sul rispetto del cronoprogramma del febbraio scorso, che calibra il conferimento dei rifiuti alla contestuale prosecuzione dei lavori di messa in sicurezza. Un testo articolato, in cui si elencano azioni e tempi delle prescrizioni regionali che permisero di togliere i sigilli alla discarica. Su basi precise che escludevano proroghe, fatte salve eventuali cause di forza maggiore. Ed è questo che fa chiedere al Comitato se ci siano stati ritardi o siano stati concessi nuovi slittamenti dovuti all’emergenza sanitaria. Nel qual caso si chiede la sospensione contemporanea dell’arrivo dei rifiuti «in quanto le criticità ritenute superate, che hanno permesso la ripresa dei conferimenti, si potrebbero ripresentare senza l’attuazione di tutte quelle opere di mitigazione previste dal cronoprogramma degli interventi, sottoponendo la cittadinanza a nuovi e maggiori disagi dovuti oltremodo dall’aumento delle temperature». Le pesanti “emissioni odorigene” che hanno portato i cittadini diverse volte in piazza.

Tra le cose che non quadrano, il Comitato aggiunge di aver appreso dalla stampa che Rimateria ha richiesto l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) solo sul secondo punto dei tre approvati dalla Regione nel novembre 2019 con la Valutazione d’impatto ambientale.

La chiave di lettura conseguente è che quel punto riguarda la chiusura della discarica ex-Lucchini, la successiva coltivazione sul suo sopralzo di 240mila metri cubi, portandola all’altezza della ex-Asiu, vale a dire 32 metri. Ma non di una chiusura si tratterebbe,«perché successivamente - sottolinea il gruppo - si provvederà alla riprofilatura con la discarica ex-Asiu per farne un unico altopiano con altri 110mila metri cubi di rifiuti. In parole povere si usa impropriamente il termine di chiusura per la ex Lucchini quando in realtà si tratta di riaprirla immediatamente dopo una messa in sicurezza, per rialzarla di almeno 15 metri».

E nel frattempo quella che viene definita «la tanto sbandierata variante urbanistica» non verrà portata in consiglio comunale neanche nella prossima seduta mentre il progetto di Rimateria va avanti con la richiesta delle autorizzazioni. «Se fosse autorizzato il solo punto 2 - prosegue il Comitato - la città vedrebbe arrivare rifiuti da tutta Italia fino al 2026, mentre nel frattempo sarà richiesta l’Aia anche per gli altri due punti approvati con la Via. Quanti anni di rifiuti si prospettano per Piombino, se non si riuscisse a fermare ora, con la variante urbanistica, il mega progetto di Rimateria? Forse trent’anni o più»?

Le domande sono queste e terminano con un’altra: «Ai consiglieri, agli assessori, al sindaco Francesco Ferrari, chiediamo: è questo che volete? Fatevi un esame di coscienza sulle conseguenze per la nostra e la vostra città. Vi ribadiamo che siete stati eletti per fermare la discarica e non per far diventare Piombino un polo di rifiuti. In caso contrario i cittadini si aspettano le vostre dimissioni». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze