Sicurezza
Greenpeace ed Exodus a caccia di microplastiche nell’Arcipelago Toscano
La “Bamboo” con a bordo don Mazzi ha fatto tappa ieri a Portoferraio Iniziativa anche per sollecitare una maggiore tutela del Santuario dei cetacei
portoferraio
Ha fatto tappa all’Isola d’Elba la spedizione in barca a Vela di Greenpeace “ Difendiamo il mare”, partita il 16 luglio. La campagna di ricerca delle microplastiche in mare e i pesci si svolge in collaborazione con la Fondazione Exodus che ha messo a disposizione l’imbarcazione Bamboo. Un’alleanza quella con Exodus che va avanti da circa 20 anni e che diventa sempre più stretta. Obiettivo della campagna di Greenpeace confrontare i dati sulla presenza delle miscroplastiche in mare con i dati dello scorso anno verificandone la portata dell’impatto. «In questa campagna stiamo raccogliendo organismi marini - ha spiegato Stefania Gorbi, dell’università Politecnica delle Marche - per analizzare la presenza di microplastiche. Dai dati scientifici e dai precedenti studi è stato compreso che le specie che vivono sul fondale sono più esposte a questo tipo di inquinamento, quindi indagheremo se questa ingestione è rilevante». Sono stati campionati organismi che vivono nelle aree dove sono presenti le ecoballe per capire se c’è una correlazione con la presenza di queste ed un aumento nell’ingestione. «Il nostro obiettivo è di misurare le microplastiche che si trovano sulla superficie - spiega Francesca Garanventa, Cnr di Genova - per confrontare i dati con le campagne precedenti. Ci concentriamo ancora nell’Arcipelago Toscano dove lo scorso anno abbiamo trovato dati elevati di particelle». Continueranno la spedizione utilizzando anche uno strumento che permette di campionare le microplastiche nella colonna d’acqua, lavorando su sette metri di profondità, analizzando particelle che vanno dai 300 ai 20 micron, quindi piccolissime. Entro pochi mesi saranno noti i risultati delle analisi di laboratorio che inizieranno tra pochi giorni visto che la campagna terminerà il 28 luglio. La campagna di quest’anno è portata avanti anche per focalizzare l’attenzione sul fatto che il santuario dei Cetacei non è tutelato. «Qui vigono le stesse norme che ci sono al di fuori – spiega Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace - da tempo insistiamo perché i principali problemi vengono affrontati e perché questa zona diventi un laboratorio prevenendo certi incidenti. Lo scorso anno abbiamo trovato valori elevati di microplastiche, siamo di nuovo qui e in più quest’anno lavoriamo sulla vicenda delle balle disperse a Cerboli su cui abbiamo pubblicato un rapporto». Sull’Elba, in occasione della spedizione, anche Don Antonio Mazzi , fondatore di Exodus. «Da un paio di anni – spiega – lavoriamo insieme all’associazione sul tema della pulizia del mare cercando di mandare un messaggio che porti a nuovi comportamenti. Abbiamo deciso di intensificare questa collaborazione nata 20 anni fa, con un lavoro continuativo lanciando un nuovo messaggio anche alle scuole». Come lo scorso anno i dati che emergeranno dalla campagna saranno utili per azioni future anche per le istituzioni che lavorano sul territorio come il Parco nazionale. «Per noi è importante - commenta Maurizio Burlando, direttore del Pnat – perché forniscono una serie di dati e informazioni utili. Sulle plastiche il parco ha portato avanti attività e progetti nel tentativo di arginare il problema. Questo di Greenpeace è un importante contributo per i nostri obiettivi di tutela». —
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