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Dal fumo di camino a Rimateria ecco le segnalazioni all’Arpat
Al dipartimento di Piombino nel primo semestre sono arrivati 9 esposti Una quarantina quelli presentati lo scorso anno quasi tutti per cattivi odori
PIOMBINO
Nel primo semestre di quest’anno sono arrivate ad Arpat 9 segnalazioni. Il blocco o il rallentamento di molte attività può aver avuto il suo peso sul numero dei casi evidenziati all’Agenzia per la protezione ambientale toscana, dipartimento di Piombino, in questa prima parte dell’anno. Almeno rispetto all’andamento registrato nel 2019, appena reso noto.
Dalla sede regionale spiegano che in prevalenza le comunicazioni 2020 sono partite da singoli cittadini. Motivi diversi, dal fumo in uscita dal camino di un privato, allo spolveramento provocato da un cantiere. In due situazioni, invece, si è mosso il Comitato salute pubblica. Prima per evidenziare la presenza di acqua scura, riscontrata nel fosso Cornia Vecchia. E, a fine aprile, per le “emissioni odorigene” riconducibili, dice in sostanza il Comitato, alla ripresa dei conferimenti a Ischia di Crociano. Conferimenti che stanno proseguendo tuttora sulla base del cronoprogramma regionale che calibra l’arrivo dei rifiuti alla graduale messa in sicurezza della discarica, e che al momento non hanno fatto registrare altri esposti.
Nell’elenco 2019 delle 37 comunicazioni giunte al dipartimento di Piombino (competente anche per la Val di Cornia e l’Elba, 12 Comuni in tutto)), Rimateria è richiamata tre volte. Sempre per gli stessi motivi.
«La problematica si è ripetuta più volte ed è nota», scrive Arpat nel suo bollettino periodico, ricordando lo stato dell’arte.
«La maggior parte delle segnalazioni complessive dello scorso anno - si legge - hanno sollevato in prevalenza problematiche derivanti dall'inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni in atmosfera di attività produttive, con o senza maleodoranze, e 28 su 37 si sono concentrate su Piombino, Campiglia e Capoliveri».
E’ il caso di 5 delle 12 targate Piombino. Oltre a Rimateria, una ha richiesto numerosi accertamenti da parte del Dipartimento che ha riscontrato alcune violazioni amministrative e penali nei confronti di una ditta, per irregolarità nella gestione dei rifiuti prodotti durante la sua attività.
Il profilo delle violazioni induce gli uffici regionali a non fornire al momento ulteriori informazioni.
L’altro esposto nasce dalla dispersione di polveri provocata da un intervento edilizio. L’atto è stato trasmesso al Comune, competente per il rilascio delle autorizzazioni.
Un'altra segnalazione ha riguardato i miasmi prodotti dallo spandimento di liquame da allevamento nei campi di Populonia. Anche in questo caso gli operatori sono intervenuti per un sopralluogo e trasmesso le osservazioni al Comune.
Tra i controlli eseguiti, quelli sulla qualità delle acque superficiali: 2 anonime per un presunto inquinamento delle acque del fosso Corniaccia, ed una sui cattivi odori provenienti dal canale di raccolta acque in Colmata. I sopralluoghi non hanno rilevato le criticità descritte.
Un esposto per presunto inquinamento di un pozzo privato in località Asca è stato ritirato mentre altri 2, uno di natura igienico-sanitaria ed uno riguardante la materia dei lavori pubblici su area demaniale, sono stati trasmessi al Comune e alla Azienda sanitaria in quanto non di competenza dell'Agenzia. —
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