Gioco
«La cultura relegata a un ruolo di 2º piano»
san vincenzo
«La cultura relegata a un ruolo di secondo piano». Non ha dubbi il gruppo d’opposizione San Vincenzo Futura in merito all’azione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Bandini. «Il vero problema nasce da lontano, nel momento in cui all’inizio della legislatura l’amministrazione Bandini decise in modo superficiale, e per certi versi inaspettato, di non istituirne l’assessorato, relegando la stessa cultura a un ruolo secondario – prosegue –. La conferma di tutto questo si è avuta con la presentazione degli eventi culturali estivi, dove, al di là della presenza delle associazioni locali sempre in grado di fornire prestazioni di ottimo livello, quello che colpisce è la mancanza di una progettualità complessiva capace di prendere per mano il cittadino o il villeggiante e renderlo partecipe di una proposta variegata. In altre parole è venuta meno quella che si chiama programmazione, che rappresenta il requisito essenziale richiesto ad amministratori accorti e responsabili».
Il gruppo d’opposizione invita a guardare a comuni vicini come Piombino, Suvereto, Cecina, Rosignano, «dove fra l’altro emergono anche artisti di importanza nazionale, il cartellone sanvincenzino appare solo un elenco di eventi privi di organicità complessiva. Tutto questo deriva anche dal fatto che nelle politiche delle amministrazioni del sindaco Bandini non si è mai voluto affrontare in modo serio l’identità del paese, come invece è accaduto negli altri luoghi limitrofi, preferendo piccoli interessi mirati e tralasciando una visione strategica complessiva, che avrebbe fatto fare a San Vincenzo un vero salto di qualità». E prosegue: «Il pericolo maggiore che purtroppo corriamo tutti quanti è “l’assuefazione”, dato che dopo un sempre più breve periodo di indignazione personale sembra prevalere l’adattamento a tutto. E così i camion con le ruspe sulla spiaggia e le piattaforme in mare a scavare sabbia in piena estate, i negozi che chiudono, i giovani che vanno altrove, le nascite ridotte a poche decine, i giardini con l’erba alta, gli spazi pubblici e i luoghi per la cultura sempre più ridotti provocano risentimenti solo momentanei. Ed è forse proprio su questo dato di fatto ormai consolidato che l’amministrazione Bandini pone le basi della sua forza, non provando neppure un po’ di imbarazzo per essere costretta a scrivere sui manifesti relativi alla cultura la parola “settore” al posto di “assessorato”, che per sua scellerata scelta non ha voluto istituire». —
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