Sicurezza
«Solo appelli generici al piano di rilancio della nostra città»
Pd e Anna per PIombino escono dall’aula al momento del voto sul nuovo patto
piombino
Seduta complessa quella di ieri, dove Pd e Anna per Piombino hanno lasciato l’aula al momento del voto sul documento denominato “Patto per Piombino”, per protesta contro l’atteggiamento della maggioranza, che non aveva accettato la proposta del centrosinistra «di ritirare il documento per poterne predisporre uno condiviso, proprio per l'importanza delle tematiche». Protesta anche per l’assenza dalle file della maggioranza di molti consiglieri, che hanno preferito restare in videoconferenza piuttosto che partecipare alla prima riunione convocata in presenza.
Sul punto i gruppi di opposizione avevano suggerito «un differimento in attesa del nuovo management Jsw, visto che il tema centrale dell’analisi della crisi del territorio è proprio il piano industriale dell’azienda, appello, rimasto inascoltato. Il documento che i gruppi di maggioranza sottopongono alla nostra attenzione – hanno sostenuto Pd e Anna per Piombino – consiste, nella forma, in un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta affinché chiedano a tutti i livelli istituzionali la rivisitazione degli accordi di programma sottoscritti a partire dal 2014 e il riconoscimento di finanziamenti certi e congrui per le opere infrastrutturali e le bonifiche nonché l’inserimento di Piombino e la Val di Cornia nelle elaborazioni europee 2021/27 al fine di farne luogo di sperimentazione sia nel campo della produzione industriale sia del risanamento ambientale».
«Se sono condivisi i generici appelli a un piano di rilancio della città - ha detto il centrosinistra – non ci convincono in particolare i tempi e il metodo con cui esce questa proposta. L’obiettivo di questa discussione sembra piuttosto un tentativo di sviare il dibattito pubblico dalla vicenda della Variante urbanistica di Rimateria». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google