Proteste
Discarica abusiva lungo la strada di Monte Fabbrello
Protesta Legambiente che chiede alla nuova dirigenza Esa e al Comune di effettuare una pulizia straordinaria nella zona
PORTOFERRAIO
Una vera e propria vergogna si trova a pochi passi dalla Grande Traversata Elbana lungo la strada di Monte Fabbrello che porta ai Magazzini e alle Prade. Come segnala Legambiente Arcipelago Toscano una discarica di ingombranti, calcestruzzi, laterizi e rifiuti di ogni tipo, compresi resti di palme, occupa la scarpata di quello che è un bosco con bellissimi, ma «danneggiati e vilipesi», grossi esemplari di sughere.
«Quello di Monte Fabbrello – scrivono dal Cigno verde – è il triste campionario dell’inciviltà elbana, di imprenditori senza scrupoli che smaltiscono illegalmente i rifiuti e di cittadini incoscienti che per non fare la fatica di portarli ai centri di smaltimento li abbandonavano e li abbandonano in mezzo all’ambiente, incuranti del danno che provocano anche all’economia e agli altri contribuenti».
E alla fine quella di Monte Fabbrello è solo il proseguimento della discarica infinita che da Colle Reciso va alle Picchiaie, dove residui edili, amianto e ingombranti ornano direttamente la Grande Traversata Elbana e «sfregiano paesaggi mozzafiato – sottolinea l’associazione – costituendo un pessimo biglietto da visita per il crescente ecoturismo escursionistico elbano, mostrando tutto il disprezzo che una parte minoritaria ma purtroppo consistente di elbani ha per la nostra terra, per le sue bellezze e per il bene comune».
«Siamo stanchi di segnalare insieme agli amici del Cai discariche di amianto e calcinacci – terminano – che restano lì per anni, magari circondati da un rettangolo di nastri bianchi e rossi che a loro volta diventano rifiuti portati via dal vento e dall’incuria».
Chiedono quindi di intervenire, di bonificare «questa vergogna», di restituire all’ambiente e all’Elba la sua bellezza. Legambiente chiede alla nuova dirigenza Esa e al Comune di Portoferraio di avviare un’opera straordinaria di pulizia di questi percorsi che, data l’entità e la quantità delle discariche avrà bisogno dell’utilizzo di mezzi meccanici. Una pulizia che potrà vedere anche il contributo di associazioni e cittadini, magari anche di qualche inquinatore “pentito” . Legambiente è disponibile. –
A.D.
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