Gioco
Concessioni balneari e riforma del settore Scintille tra Lotti (Fiba) e il senatore Gasparri
PIOMBINO
Ha puntato il dito contro le generalizzazioni della politica sulle concessioni balneari. Fabrizio Lotti lo ha fatto dalla spiaggia della Capannina che ha in concessione sulla Costa Est, nella sua veste di vicepresidente nazionale Fiba Confesercenti, con un intervento sulle colonne del Tirreno. Tanto è bastato per scatenare la dura presa di posizione del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che ha trovato spazio sul periodico di Fiba Mondo Balneare in cui accusa Lotti di avere diffuso pregiudizi errati.
Il vicepresidente Fiba sottolinea che «fino a oggi, la politica ha saputo mettere solo delle toppe senza mai risolvere il problema. Poi, se bisogna dare delle pagelle a chi ha avuto il merito di farci ottenere delle proroghe, su questo riconosco l’impegno del senatore Gasparri rispetto a un Calenda qualsiasi. Ma mai nessuno ha saputo o voluto affrontare la questione nella sua complessità».
La ruggine resta. «Ringrazio Lotti per avere riconosciuto il mio impegno per le imprese balneari», dice Gasparri. «Tuttavia la risposta di Lotti è chiara. Lui sosteneva il disegno di legge delle sinistre per i balneari, che proponeva le gare. Sono lieto di avere contrastato questa ipotesi, insieme alla collega Deborah Bergamini e ad altri». «Se uno vuole le gare e lo scrive, è libero di farlo, ci mancherebbe. Io sono contro gare, aste ed evidenze pubbliche, se si vuole usare il sinonimo addolcito delle aste, e per garantire la continuità delle imprese – conclude il senatore –. C’è chi lotta e c’è chi Lotti. Io lotto per i balneari contro aste, gare, evidenze e Bolkestein».
Lotti ricostruisce il quadro. «Sarei un pazzo se non fossi contento del prolungamento delle concessioni al 2033, come pare voglia accusarmi il senatore Gasparri. Tuttavia, ritengo che non esista nessun salvatore degli imprenditori balneari, specie tra coloro che nel 2009 hanno abrogato l’articolo 37 del Codice della navigazione che garantiva il diritto di insistenza. Col governo Gentiloni c’è stato l’unico tentativo serio di riforma organica del settore, portato avanti dai deputati Arlotti e Pizzolante e mai arrivato a termine perché parte della categoria si opponeva al disegno di legge, perché non si assicurava un periodo transitorio di 30 anni». —
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