Il Tirreno

Suvereto, quante belle storie raccontano le antiche botteghe che ancora non mollano

Michelangelo Pasquinelli
Suvereto, quante belle storie raccontano le antiche botteghe che ancora non mollano

Vecchie latterie, ferramenta e cantine trasformate nel tempo ma sempre con l’anima di commercianti illuminati  

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il racconto

Nei centri storici le “botteghe” rappresentano la loro vitalità col crescere del turismo, pur soffrendo l’inevitabile concorrenza dei supermercati a portata di auto. I diversi motivi di crisi del settore hanno fatto abbassare saracinesche, ma sono stati riaperti anche vecchi esercizi o ne sono stai creati di nuovi.

Molte attività però hanno resistito nei decenni, tramandate da generazioni. Una è la vecchia “Latteria”, appena passato l’arco merlato, che ora vende un po’ tutti i generi alimentari ed è gestita da Lucia Calzoni, moglie di Massimo Fiaschi, che festeggia in questi giorni 50 anni di attività.

Ma il negozio ha una storia più lunga perché la suocera Michelina Fabbri, moglie del “Sor Tullio” Fiaschi, l’aveva rilevata nel periodo postbellico proprio come latteria. Lucia, originaria di Castelnuovo, nel 1968 si fidanzava con Massimo e l’anno dopo affiancava la suocera per poi subentrarle al momento della pensione.

Restando nel centro storico, proprio in angolo davanti alla bella facciata del Palazzo comunale, c’è un altro esercizio che viene da lontano, la “Cantina di Gigi” (70 anni festeggiati nel 2018) con vasta gamma di alimentari, un angolo di ghiottonerie tipiche, vini, e una vasta clientela. Ora è gestito da Luciano Lombardi, la moglie Indra e la sorella Luciana, classificabili come “figli e nipoti d’arte” pensando alla madre Eudosia Corbinelli, vera istituzione nel settore. Infatti suo padre Luigi nel dopoguerra vi aveva realizzato un negozietto di ferramenta poi trasformato in alimentari e ampliato. Ma i Lombardi hanno tradizioni commerciali anche da parte di padre con l’altro nonno - anche lui si chiamava Luigi (Gigi) - che faceva il barrocciaio, col caratteristico fazzoletto annodato al collo che non lasciava mai. Tra i suoi impegni spiccava il servizio pubblico con una carrozza tirata dal suo cavallo (tipo diligenza del far west) che portava gruppi di suveretani al mare. Ci volevano un paio d’ore per andare a Carbonifera, con sosta dopo il Cafaggio per la colazione e il riposo del cavallo (a Suvereto esisteva anche una seconda carrozza per il mare gestita da Enrico Cappellini). Figliola di Gigi era Eda Lombardi, titolare di un caratteristico “macellino” in piazzetta della Madonna. Restando in centro storico nel 2016 sono stati festeggiati 70 anni di attività dei Casalinghi Paponi, ora gestiti da Loretta che ha seguito le orme degli indimenticati genitori Astutillo e Iris. Ora rappresenta un negozio fornitissimo di tutto quello che serve per la casa, oltre a souvenir e artigianato. Inizialmente era affiancato (anche come ubicazione) dall’essenziale attività di “stagnino” di Tillo, come era chiamato, in qualche modo proseguita con gli impianti termici dall’altro figlio Fausto.

Per finire il mitico negozio alla Boldrona di “Vittorino”, vera e propria istituzione di Suvereto nel suo genere. Subito dopo la guerra il padre Toscano Barlettani aprì una ferramenta (si duplicavano le chiavi con la lima…) al piano terra di una delle più vecchie costruzioni all’incrocio della statale per Montioni. Vi si vendevano anche derivati del petrolio, poi fu installato un mini distributore di benzina con una sola pompa che, azionando una leva, distribuiva sia benzina che miscela. Nel 1970 Vittorio Barlettani comprò l’attuale ampio fondo per la sua inesauribile ferramenta. Successivamente fu chiusa la pompa di benzina all’incrocio e Barlettani aprì l’attuale distributore Agip all’ingresso di Suvereto. —

Michelangelo Pasquinelli



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