Il Tirreno

il futuro dello stabilimento 

Jsw, per Carrai e sindacati primo confronto in fabbrica

Jsw, per Carrai e sindacati primo confronto in fabbrica

Il vicepresidente esecutivo nei prossimi giorni presenterà il piano industriale Fim, Fiom e Uilm chiedono garanzie su ammortizzatori e smantellamenti 

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PIOMBINO

Primo confronto ufficiale oggi in Jsw tra il neo vicepresidente esecutivo Marco Carrai e i sindacati. Incontro che arriva pochi giorni dopo la nomina di Carrai, e pochi giorni prima della presentazione da parte dello stesso vicepresidente del piano industriale, atteso dal Governo per valutare la possibilità di un ingresso dello Stato, seppur temporaneo, nel capitale sociale di Jsw per sostenere gli investimenti e il ritorno alla produttività.

Nel primo incontro con la stampa Carrai non è sceso nei dettagli, ma ha chiarito che ci sarà comunque una prima fase in cui, usando le sue parole, l’azienda «va messa in sicurezza», investendo cioè nell’ammodernamento e nell’efficientazione dei tre laminatoi, mettendo le basi per un ritorno dei conti in pareggio (obiettivo primavera 2021) e per la realizzazione di un impianto di produzione che consenta l’autosufficienza allo stabilimento a cavallo tra il 2023 e il 2024. I sindacati non hanno mai fatto mistero dell’opinione che queste due fasi devono andare in parallelo, per non perdere altro tempo e dare garanzie ai lavoratori. Senz’altro positivo, per Fim, Fiom e Uilm, le parole di Carrai riguardo a una possibile sinergia con Magona se, appunto, Jsw deciderà di affiancare la produzione di “piatti” a rotaie, vergella e barre.

Per i sindacati prima di tutto si tratterà di mettere in sicurezza l’azienda ma con essa anche i lavoratori: l’ultimo consiglio di fabbrica ha chiarito il punto spiegando che il piano dovrà essere accompagnato da adeguati ammortizzatori sociali e dalla partenza di bonifiche e smantellamenti per consentire ai lavoratori di non subire ulteriori perdite di salario. —



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