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Banca chiusa, raccolte 150 firme «Andremo in un altro istituto»
Bpm ha lasciato solo il bancomat creando grossi disagi alle persone anziane La motivazione del Covid non regge più: inutili i solleciti di sindacati e assessori
campiglia
«Se lo sportello non riapre cambieremo banca». È la voce di almeno 150 persone che hanno aderito alla raccolta firme promossa dallo Spi Cgil di Campiglia Marittima per contestare la chiusura della filiale del Banco Bpm di Campiglia Marittima, l’unica banca presente nel capoluogo. I sottoscrittori, clienti dell’ex Cassa di Risparmio, manifestano disagio e dissenso per la chiusura dello sportello di piazza Mazzini 12, avvenuta il 14 marzo “perché potrebbe non essere garantita la distanza minima fra persone prevista dal decreto emergenza Covid 19”, come scritto sul sito dell’istituto. Nelle scorse settimane, a livello nazionale Fisa Cgil per il Banco Bpm e a livello regionale First Cisl Banco Bpm, avevano lanciato il sospetto che il coronavirus fosse una scusa per razionalizzare e non riaprire 36 sportelli in Toscana.
«Non vogliamo entrare nel merito se la chiusura sia dovuta al covid-19 o alla ristrutturazione aziendale in corso – si legge nel testo della petizione dello Spi Cgil -. Tale chiusura ha certamente creato notevoli disagi in quanto per qualsiasi operazione, tutti i clienti devono spostarsi a notevole distanza verso la filiale di Venturina Terme. Manifestiamo il nostro dissenso e il perdurare di questa situazione ci costringerà a cambiare istituto bancario».
La direzione della banca aveva infatti invitato i clienti di Campiglia a recarsi nella filiale venturinese, oppure a usare il bancomat, rimasto attivo, o i servizi digitali sul sito Bpm.
Solleciti a riaprire sono stati fatti dall’assessore al centro storico Matteo Brogioni, da partiti, dallo stesso Spi Cgil locale tramite il segretario Franco Carmignani. Ma nessuna risposta dall’istituto. Allora, la scorsa settimana, la campigliese Renza Pallini, della segreteria Spi Cgil Campiglia, ha deciso di organizzare una raccolta firme, che in pochi giorni ha raccolto 150 adesioni, grazie anche all’aiuto dei commercianti. «Il nostro è un paese per la maggior parte di pensionati – riferisce al Tirreno -, c’è chi è solo, chi non guida o chi non può essere accompagnato nella filiale di Venturina, dove oltretutto bisogna prendere appuntamento e non sempre sono puntuali. Il bancomat lasciato attivo poi non sempre funziona e lo schermo si legge male. Insomma, la chiusura dell’unica banca del paese sta creando notevoli disagi. Anche tra i commercianti che non possono perdere mezza giornata di lavoro per andare allo sportello di Venturina. Senza contare, inoltre, che tanti clienti, soprattutto anziani, hanno necessità - sostiene - di fare operazioni possibili solo allo sportello».
Bpm aveva annunciato nei giorni scorsi la riapertura di alcune filiali entro fine anno. Non si sa se anche in Toscana.
«Ma i pensionati soprattutto – sottolinea Pallini – non possono mica aspettare altri mesi. Così non si può andare avanti. Con questa petizione chiediamo di riaprire la filiale di piazza Mazzini almeno 2 volte alla settimana, con orario ridotto. Altrimenti tutti i firmatari sono pronti a levare il conto e a cambiare banca». Un disservizio grave per un paese che comunque ha assoluto bisogno di uno sportello bancario. Mada Bpm non arrivano segnali positivi. —
Annalisa mastellone
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