Il Tirreno

archeologia a venturina 

Altri resti di origine romana scoperti durante gli scavi

annalisa mastellone

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campiglia

Altri resti riconducibili all’epoca romana sono stati riportati alla luce nella campagna di scavo promossa dal Comune di Campiglia Marittima e dalla Soprintendenza archeologica per le province di Pisa e Livorno, e finanziata da tanti privati.

È il trust di scopo Sostratos ad annunciarlo nel consueto resoconto settimanale. «Quarta settimana per le indagini archeologiche a Venturina Terme – si legge nell’aggiornamento diffuso in Facebook -; i nostri archeologi hanno concentrato il loro lavoro nell’area della Pulledraia dove nelle scorse settimane erano stati aperti due diversi saggi con il rinvenimento di una vasta area lastricata e tracce di strutture. Le ricerche si sono concentrate sulla parte strutturale, zona Sud-Ovest del saggio, con l’evidenziazione di una grande struttura in pietra e malta (mt 6x9) su cui è ancora difficile ipotizzare la funzione e l’età di appartenenza: notevoli sono le dimensioni dei muri (ben 90cm!) e la presenza di una porta sul lato Ovest. Nella parte Nord-Est dello scavo dove è stato evidenziato il lastricato – conclude il post -, sono stati effettuati degli approfondimenti e nello strato di preparazione, tra le lastre in pietra, sono stati rinvenuti alcuni mattoncini romboidali ed alcune tessere molto grossolane di mosaico: tali elementi ci fanno ipotizzare la presenza di strutture di epoca romana».

Va dunque avanti l’indagine archeologica a Venturina Terme, portando conferme alle ipotesi di una storia più longeva di quanto creduto finora per la popolosa frazione di Venturina Terme. Scoperte sicuramente preziose che non potranno che arricchire il bagaglio culturale della popolosa frazione di Campiglia Marittima.

I punti interessati dallo scavo, diretto dall’archeologo Alessandro Viesti, si trovano in una zona caratterizzata, sin dal passato, dalla presenza di abbondanti e diversificate sorgenti termali e dalla loro vicinanza alla rete stradale principale.

In ogni epoca, ha più volte spiegato l’assessore alla cultura Gianluca Camerini (a cui si deve l’avvio dell’iter che ha permesso lo scavo, avviato il 15 giugno) gli abitanti del posto hanno cercato di sfruttare questi due elementi, progettando e costruendovi intorno edifici, fabbriche e infrastrutture che fossero di sostegno alla loro vita e al loro lavoro.

Nella scorsa settimana, nell’area del Mausoleo (distante alcune decine di metri dalla Pulledraia) è stata trovata una tomba del II o I secolo a.C.

Nella sepoltura un corredo di quindi pezzi tra cui spicca un anello in oro e granato. Si tratta di scoperte, quelle fatte finora, importanti dal punto di vista storico e culturale e che permetterebbero di valorizzare il Parco termale, un’area fondamentale per l’economia turistica del territorio. I lavori non si fermano dunque, anzi le ricerche aumentano di ritmo viste le recenti scoperte. —

annalisa mastellone

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