Il Tirreno

istruzione, la sfida  

Scuola, istituzioni al lavoro per la riapertura in sicurezza

Luigi Cignoni
Scuola, istituzioni al lavoro per la riapertura in sicurezza

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PORTOFERRAIO

Si lavora alacremente, Regione, enti locali e rappresentanti dei vari istituti presenti sul territorio insulare, per confermare la scelta di riapertura delle scuole a settembre, dopo il Covid-19. E intanto c’è una scadenza da rispettare, quella del 16 luglio, quando gli enti locali dovranno inoltrare alla Regione (la quale a sua volta trasmetterà il tutto al governo centrale) il ‘cruscotto informativo’ plesso per plesso.

Si tratta di fornire dati per ogni singola scuola, non solo relativi agli spazi delle aule didattiche in metri quadrati, secondo quanto previsto dal piano scuola varato dal governo alla fine di giugno. Ma anche il numero degli alunni regolarmente iscritti, l’organico aggiuntivo dei docenti e quello del personale Ata. In poche parole dovranno predisporre uno strumento informativo che, sulla base del numero di alunni e della superficie delle aule, consentirà ai responsabili comunali di accertare il distanziamento necessario per contrastare il diffondersi di un’eventuale recrudescenza virale.

Per quanto riguarda le scuole di Portoferraio gestite dalla Biscotteria, arriveranno nelle casse comunali circa 70mila euro da impegnare in strutture (arredi nuovi, banchi nuovi a forma trapezoidale). Lo ha assicurato all’assessore comunale alle Politiche scolastiche Chiara Marotti, Cristina Grieco, assessore regionale all’Istruzione e alle politiche per l’educazione, nel corso della video-conferenza (web meeting), organizzata sempre dalla Regione sulla scuola, alla quale, fra gli altri sono intervenuti Anna Ascani, viceministro dell’Istruzione e Matteo Biffoni, presidente Anci per la Toscana.

«Tutti i partecipanti – ha detto al nostro giornale Chiara Marotti – hanno concordato di volere la riapertura delle scuole in presenza dei docenti, avendo particolare attenzione per quegli alunni diversamente abili. L’esperienza che ci ha lasciato la pandemia ci sta obbligando a rivedere il ‘come’ fare scuola. Non più lezioni frontali che avvenivano prima, bensì laboratoriali. Per questo i banchi non saranno quelli tradizionali, ma a forma di trapezio, dove potranno sistemarsi gli alunni e lavorare a gruppi».

Il viceministro Ascani ha ribadito che ulteriori decisioni saranno adottate non appena il governo disporrà della mappatura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, con cui verificare capienza, numero di studenti e disponibilità di aule. «Semmai – ha aggiunto – qualche problema in più sorgerà per le scuole superiori».

Matteo Biffoni ha ribadito invece il concetto di voler riaprire la scuola a settembre. «La sfida non è se ripartire. Ma come. Noi siamo pronti – ha detto; poi ha aggiunto rivolgendosi al viceministro - Dateci gli strumenti e le risorse per fare gli interventi». «È un lavoro molto duro – ha concluso Chiara Marotti – quello che stiamo compiendo. Ma sentiamo di impegnarci tutti enti locali, operatori scolastici, per riuscire a garantire una riapertura dell’anno scolastico in assoluta tranquillità, sicurezza e nel rispetto delle regole». —

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