Il Tirreno

Gli studenti di 4ª Ipsia col drone subacqueo sul relitto di Nisporto e già pronti a nuovi test

Cecilia Cecchi
Missione compiuta, soddisfazione e gioia per, da sinistra, Michele Collavitti e gli studenti 4ª Ipsia (foto i Tre delfini: Leonelli, Tonin, Gennai)
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Missione compiuta, soddisfazione e gioia per, da sinistra, Michele Collavitti e gli studenti 4ª Ipsia (foto i Tre delfini: Leonelli, Tonin, Gennai)

Comune e scuola, in collaborazione con i Tre Delfini e la società molo77 A settembre la finalissima del premio scuola digitale Miur 2020  

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IL RACCONTO

Tra Nisporto e Nisportino all’isola d’Elba, riva è lontana, mare blu profondo. Si piazza la boa. Comincia il test col drone subacqueo che scende srotolando il cavo giallo. Manca il contatto. Sospiro sospeso.

Poi sullo schermo del computer appare la prua, a 54 metri di profondità. «Trovato...! » , scatta il primo applauso. Sguardi che raccontano l’entusiasmo degli studenti di IV Mat Ipsia mentre vedono in video sfilare il relitto della nave mercantile affondata qui, il 14 ottobre 1972 (quattro le vittime). I ragazzi-piloti si lanciano in manovre ardite sulle cabine, si “affacciano” dagli oblò vuoti, trovano il timone, prendono le misure di un’altra tragedia del mare. Filmano, si passano il joystic, recuperano il drone, sorridono: Diego Pantani, Diego Natalini, Tommaso Cambi, Federico Barsotti.

Con loro l’assessore all’istruzione Simona Cresci, la dirigente Isis “Carducci Volta Pacinotti”, Gabriella Raimo, i professori Erika Renzetti e Michele Collavitti (che hanno seguito ogni fase di costruzione e realizzazione di questo progetto durato oltre due anni).

Dalla Marina di Piombino a Nisporto con un gommone, messo a disposizione da Filippo Ceccarelli, titolare della società molo77. Più una barca, quella dei Tre delfini (Sandro Leonelli, Claudio Gennai e Milco Tonin) fotografi ormai non più solo subacquei, amici da sempre, che sul relitto ci sono già stati in immersione. «Proprio grazie a loro – ricorda Collavitti – è stato possibile dare continuità a questa “avventura” con ulteriori immagini e informazioni che i ragazzi hanno potuto rilevare col robot».

Grande collaborazione, per tutti la condivisione di una “giornata scolastica” diversa da qualunque altra.

«Mi sono emozionato – dice Sandro Leonelli che ha fatto da guida visiva sul relitto davanti allo schermo del computer – Questi ragazzi sono eccezionali... Mentre armavano il robot, ai piloti tremavano le mani... E in quel tremito c’è tutto...». Eppure è “solo” un altro successo per questi studenti IV Mat Ipsia l’Isis “Carducci Volta Pacinotti”, che col loro progetto di esacottero per missioni di soccorso e salvataggio (con tecnologia completamente “Open Source”) a fine maggio hanno superato alla grande la finale regionale del premio scuola digitale Miur 2020; tant’è che rappresenteranno la Toscana alla finale nazionale, al ministero dell’istruzione, entro settembre.

Dalla vittoria di maggio lo stretto legame di collaborazione con l’assessore Cresci che da subito si è impegnata per garantire ai ragazzi la possibilità di procedere con nuovi test in sicurezza nell’ “aula open” sul porto di Marina. Da metà giugno sino alla messa a punto del veicolo sottomarino, definitivamente testato all’Elba.

Dunque reali capacità di manovra e di analisi per il robot “Carducci Volta Pacinotti” a delle profondità “molto impegnative”e in calendario altre missioni di ricerca, già in programma per le prossime settimane. Finalissima scuola digitale, poi? «Olimpiadi di sicuro – conclude Collavitti – E stavolta andremo con due domini aria e mare...». –

Cecilia Cecchi

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