Gioco
Viabilità: altro giro, altra protesta No degli esercenti del porto
I titolari delle attività di Calata Italia contrari all’attivazione del senso unico «Da due giorni sembra di essere tornati ai ritmi di lavoro del pieno inverno»
PORTOFERRAIO
Cambia la strada, ma la sostanza è la stessa. Alle modifiche alla viabilità seguono le proteste. Questa volta la polemica è divampata in Calata Italia, con il senso unico in uscita dal Ponticello verso il molo Massimo, stabilito dall’Autorità portuale in accordo con il Comune. Dopo appena 48 ore dall’entrata in vigore della nuova disposizione del traffico veicolare, ecco la reazione dei commercianti e degli esercenti della zona portuale. Sono furiosi. Allarmati per il prosieguo della stagione. A indurli a rompere gli indugi, i ricavi mancati. Le entrate delle loro attività. «Abbiamo avuto gli stessi incassi di un giorno qualsiasi d’inverno. E siamo in piena stagione turistica». Moreno Bonini, titolare del Bar Piccadilly, non ci ha visto più e ieri mattina è corso alla Biscotteria per parlare con gli amministratori. «Non ho trovato nessuno – riferisce – Allora mi sono rivolto al vostro giornale per esternare il nostro più assoluto dissenso». Una scelta che, secondo gli esercenti, sarebbe dovuta essere vagliata con più attenzione, facendo ricorso anche a un illustre precedente che sarebbe dovuto servire da monito. Lo rivela ancora Moreno Bonini. «Fu tentato un esperimento simile – ricostruisce il commerciante della zona portuale – durante la legislatura di Roberto Peria. Anche in quell’occasione c’erano gli stessi amministratori che troviamo adesso. Angelo Zini era vicesindaco e Leo Lupi assessore. Il provvedimento d’istituire un senso unico in Calata Italia durò lo spazio di un mattino. Fu subito revocato. Si dovrebbe far tesoro dell’esperienza avuta – continua Bonini – imparare dagli errori, invece qui si persevera». Insomma, la modifica al traffico portuale, stabilità con un’ordinanza dell’Autorità di sistema portuale, non piace ai commercianti di Calata Italia. «Dall’emergenza Covid-19 ne siamo usciti con il distanziamenti dei tavolini, l’uso delle mascherine e così via. Ma questa ordinanza è peggiore della pandemia», aggiunge Bonini. Porta l’esempio dei parcheggi a pagamento, disposti fino a ieri a lisca di pesce e oggi invece in modo lineare al senso di marcia. «Ci stanno meno macchine di prima – continua il commerciante – Le attività commerciali del porto sono state penalizzate. Su questo non ci sono dubbi».
Basta fare due passi sotto i portici di calata Italia per incontrare un’altra esercente, Paola Fedi, titolare del negozio ‘Gocce dell’Elba’: «Ho fatto delle foto domenica pomeriggio – dice – non si vedeva nessuno. Un deserto. Ho saputo che stava cambiando la viabilità dagli operai della ditta che eseguivano i lavori. Mi chiedo: è mai possibile che nessuno ci abbia avvertito del cambio del movimento veicolare nella nostra zona? E poi i parcheggi, l’anno so problema. Qui vivono molte famiglie e sento i problemi che incontrano ogni volta che devono parcheggiare la loro autovettura nei pressi delle loro abitazioni. Non c'è posto per loro, figurarsi di probabili nostri clienti».
Angelo Martorella, gestore del bar Massimo, invece è riuscito a parlare con gli amministratori. «Il sindaco Zini mi ha detto – puntualizza – che questa è una decisione assunta dalla passata amministrazione, dopo tutta una serie di incontri e riunioni a tutti i livelli con gli organi interessati. Tutti ampiamente pubblicizzati dai giornali. Lui non ha fatto altro che attuarla. Ma rimane una domanda - conclude – È possibile prevedere una corsia d’imbarco per un traghetto che opera ogni fine settimana all’Alto fondale?». —
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