Il Tirreno

il rapporto “Isole sostenibili” 

«Energia, depurazione e mobilità L’Elba è ancora troppo indietro»

«Energia, depurazione e mobilità L’Elba è ancora troppo indietro»

Legambiente e Cnr hanno analizzato le azioni verdi intraprese nell’arcipelago «Bene l’incremento della differenziata, sul plastic free si può fare di più»  

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PORTOFERRAIO

La gestione dei rifiuti è il dato positivo, mentre le ombre restano quelle legate alle nuove energie, mobilità e depurazione. È la fotografia scattata all’isola d’Elba dall’osservatorio “Isole Sostenibili” promosso da Legambiente e istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr (CNR-IIA), che hanno presentato il nuovo rapporto "Isole Sostenibili – Energia, acqua, mobilità, economia circolare, turismo sostenibile. Le sfide per le isole minori e le buone pratiche dal mondo” che fa il punto anche sulle quattro isole abitate dell’Arcipelago Toscano: Elba, Giglio, Capraia e Gorgona.

Partiamo dall’energia. Nel rapporto si evidenzia un quadro di grande arretratezza pr l’arcipelago e per l’Elba in particolare: «Malgrado vi siano alcuni dei potenziali di soleggiamento e ventosità più promettenti in Italia, in realtà i numeri delle installazioni di impianti da fonti rinnovabili sono tra i più bassi a livello nazionale», si legge nel rapporto. Le maggiori installazioni di fotovoltaico nell’arcipelago sono state all’Elba con 3,166 kW. Il (poco) fotovoltaico rimane comunque la fonte rinnovabile più diffusa sulle isole, mentre le installazioni di microeolico risultano a zero.

Criticità anche sul fronte della scarsità di acqua e della depurazione: « All’Elba la carenza depurativa è stimata al 40%, con l’unico Comune insulare e costiero toscano, Marciana Marina, privo di un impianto di depurazione pubblico, anche se altri depuratori risultano ormai fuori norma da anni».

Il rapporto di Cnr e Legambiente mette in evidenza il cambio di passo compiuto dall’Elba sulla differenziata: «Negli ultimi anni, grazie anche a un’attiva gestione di Esa, l’Isola d’Elba è passata da cenerentola a regina della raccolta differenziata (58%), ma resta il problema del trasferimento dei rifiuti via nave, quando invece nelle isole italiane si dovrebbe passare a modelli di gestione capaci di creare vantaggi economici e ambientali». Sul plastic free il giudizio è tiepido: «Diverse amministrazioni comunali, in seguito alle campagne di Legambiente e Goletta Verde, hanno scelto di applicare politiche plastic free ma, dopo un primo periodo di entusiasmo, le delibere prese nel 2019 vengono scarsamente o per nulla applicate».

La mobilità resta il tallone di Achille per l’Elba: «L’Elba si distingue – si legge nel rapporto – per un trasporto pubblico inefficiente, dotato di mezzi vecchi e inquinanti e per una politica di attrazione del traffico con la costruzione di parcheggi occupati poche settimane all’anno e che producono un continuo consumo di territorio. A questo si aggiungono, in tutte le isole abitate, traghetti molto vecchi, ormai fuori norma rispetto alle normative Ue e a quelle dell’International Maritime Organization dell’Onu e mentre è in atto una crisi del monopolista Moby/Toremar».

Per suoperare queste criticità Legambiente e Cnr propongono la sottoscrizione di un piano per il clima e la sostenibilità con obiettivo chiari da raggiungere entro il 2030. —

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