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Il Cerboni potrà sfruttare un edificio ora inutilizzato

Luigi Cignoni
Il Cerboni potrà sfruttare un edificio ora inutilizzato

La preside Rando: «Stiamo svolgendo una mappatura per sfruttare ogni spazio». Le lezioni online potranno però tornare utili col maltempo e con studenti dei paesi

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PORTOFERRAIO. Sinergia. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la parola che riassume l’impegno del mondo della scuola e degli enti locali, perché la prossima apertura delle scuole prevista per settembre, si svolga in assoluta sicurezza, dopo l’emergenza sanitaria vissuta con il Covid-19. Tale è la sensazione avuta intervistando la dirigente scolastica dell’Itcg Cerboni, Alessandra Rando, su come il suo istituto si stia predisponendo per accogliere gli studenti che, come è noto, non solo arriveranno da Portoferraio, ma da tutti i centri dell’Isola. «Noi abbiamo la fortuna – dice Alessandra Rando – di disporre di un edificio sufficientemente moderno, per cui disponiamo di spazi. Ma si tratta adesso di organizzarsi per sfruttarli al meglio e non sprecare le risorse. In questo periodo i miei collaboratori ed io siamo impegnati a mappare la situazione, così come ci è stata richiesta dalla Provincia di Livorno, cui è delegata l’edilizia scolastica della nostra scuola».

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E la Provincia ha già compiuto i primi passi, richiedendo agli uffici di presidenza, un elenco di priorità di interventi da eseguire nelle prossime settimane, o comunque prima dello scoccare del fatidico giorno di apertura dei cancelli. Il villaggio scolastico di piazza Buttafuoco è comprensivo sì dello stabile a due piani, ma dispone anche di un prefabbricato che all’epoca la stessa Provincia aveva attrezzato appunto per terminare i lavori nel nuovo edificio. Prefabbricato che sarebbe dovuto essere smantellato, ma che invece è rimasto in piedi e, come si vede, può essere ancora sfruttato, almeno nelle parti che non sono state danneggiate da eventi naturali (pioggia e vento). Ed è proprio riguardo a questo che la Provincia si riferiva nel conoscere dove poter intervenire, per attrezzare le aule dei prossimi corsi. Stando al “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione” le attività scolastiche dovranno riprendere “in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione».

Non si sgarra da questi principi. La Provincia intende svolgere la sua parte. «Noi poi poniamo molta attenzione – aggiunge la collaboratrice Maria Placentino - alla presenza del docente in classe, senza togliere niente alla didattica a distanza che per certi versi si è rivelata molto utile, durante la pandemia e che potrebbe essere sfruttata anche nei prossimi mesi». In quali occasioni, per esempio? La dirigente Rando interviene riferendo il caso dell’interruzione dei collegamenti marittimi per il maltempo; per non far perdere ore di lezioni gli studenti potrebbero collegarsi in remoto e dialogare con l’insegnante. Oppure può essere assai vantaggioso interloquire con i prof digitali per studenti che risiedono in centri lontani da Portoferraio. «Nei prossimi giorni ci sarà la Conferenza dei Servizi – aggiunge –. In quell’occasione proporremo il problema degli orari dei bus che dovranno essere in concomitanza con l’inizio delle lezioni. Credo – conclude – che insieme risolveremo le criticità». —


 

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