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Quattro mesi senza una banca Brogioni: «Bpm sia chiara»

Annalisa mastellone
Quattro mesi senza una banca Brogioni: «Bpm sia chiara»

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«La banca dica chiaramente se intende o meno riaprire la filiale di Campiglia. I clienti hanno il diritto di saperlo». L’assessore al Centro storico Matteo Brogioni invoca chiarezza e trasparenza da parte del Banco Bpm che il 4 marzo ha chiuso l’unico sportello presente nel capoluogo, ufficialmente per evitare la diffusione del coronavirus, dirottando l’utenza alla filiale di Venturina Terme.

Quella di Campiglia è tra le 36 filiali toscane, su un totale di 168 ancora chiuse, molte in piccoli centri delle province di Livorno, Pisa e Firenze. Nei giorni scorsi Andrea Monti, coordinatore nazionale Fisa Cgil per il Banco Bpm e Corrado Giani, coordinatore regionale First Cisl Banco Bpm, hanno lanciato un grido d’allarme, ritenendo sempre meno credibile la motivazione del coronavirus per non riaprire questi sportelli. Molti, tra l’altro, si trovano in piccoli centri dove la pandemia ha colpito molto meno e spesso hanno grandi spazi e due o tre impiegati e il pericolo di contagio è basso. «Nonostante gli interventi sulla stampa e le sollecitazioni di questa amministrazione comunale, di partiti politici, sindacati e associazioni di categoria locali – precisa Brogioni – non abbiamo ricevuto alcuna nuova comunicazione ne mai c’è stato un tentativo di dialogo da parte della sede centrale dell’istituto bancario. Il covid è una scusa? Ora non c’è più il divieto di spostamenti e gli assembramenti nella filiale di Campiglia non sono possibili visti gli spazi. Avrebbe potuto considerare di fare un cronoprogramma con aperture e orari ridotti in modo da garantire comunque il servizio. Quindi, cosa Bpm vuol fare di questo sportello? Lo dica chiaramente. L’unica banca del paese, con 1. 400 abitanti per la maggior parte anziani, di fatto non fornisce servizio da quattro mesi e gli utenti sono ancora nel limbo».

Non tutti sanno utilizzare il bancomat (rimasto attivo) o i canali digitali della banca e non tutti possono recarsi allo sportello di Venturina. Come riportato sul Tirreno, Banco Bpm si è impegnato a riaprire tutte le filiali chiuse a fine anno. Ma secondo i sindacati «tiene chiuse le filiali con la motivazione del coronavirus, i clienti se ne vanno, a quel punto le chiude definitivamente perché non servono più e chiede il prepensionamento dei dipendenti più vecchi». Quindi il coronavirus sarebbe una scusa per tagliare la presenza di Banco Bpm in Toscana e razionalizzare.

Il sindaco di Calcinaia ha protestato e ottenuto la riapertura della filiale. E anche i sindaci della Garfagnana hanno lanciato appelli. Ma le prospettive non sembrano rosee. L’amministratore delegato Giuseppe Castagna, spiegano i sindacati, «dichiara che il piano industriale presentato a marzo è di fatto sospeso e che le filiali in chiusura su tutto il territorio nazionale saranno di più delle 200 precedentemente dichiarate». A rischio quindi anche le sedi toscane? «Ho letto della possibile razionalizzazione – aggiunge Brogioni –, sarebbe un’operazione legittima ma necessariamente deve essere fatta in trasparenza. L’istituto deve garantire chiarezza, non tanto nei confronti degli enti che governano i territori, ma degli utenti che coi loro conti e le loro operazioni finanziano il servizio». —

Annalisa mastellone

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