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Legambiente boccia il progetto per l’ampliamento del porto di Salivoli

V.P.
Legambiente boccia il progetto per l’ampliamento del porto di Salivoli

Per Adriano Bruschi l’opera ha già avuto un impatto pesante sul litorale senza portare risultati significativi alla diversificazione

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PIOMBINO

No all’ampliamento del porto di Salivoli. Quella di Legambiente è una bocciatura netta.

Il responsabile del circolo Val di Cornia, Adriano Bruschi, riprende l’argomento tornato all’ordine del giorno dopo la discussione nel recente consiglio comunale.

C’era finito su richiesta del Movimento Cinque stelle che avrebbe voluto un impegno della giunta contro il progetto mai scomparso dall’orizzonte della Coop L’Ormeggio. Che ai 500 posti-barca attuali ne vorrebbe aggiungere 300.

Discussione liquidata come prematura dalla maggioranza. Richiesta sostenuta dalle opposizioni.

L’associazione ambientalista - protagonista della battaglia dura e alla fine infruttuosa contro la realizzazione dell’opera - ritiene che il tempo le abbia dato ragione rispetto ai danni ambientali e ai risultati scarsi in chiave di diversificazione.

«Reiterare l’errore sarebbe da folli», afferma Bruschi. Per il quale l’unica spiaggia urbana facilmente accessibile vale più di quello che definisce «un parcheggio per barche».

«Un porto turistico moderno - prosegue il responsabile - vive del suo retroterra, di piccola cantieristica e servizi. Lo specchio acqueo da solo, anche per i costi elevati che comporta in termini di manutenzione, di ripristini e spese fisse, non offre i risultati sperati a chi lo gestisce».

Bruschi parla di un golfo già fortemente cambiato in peggio, dell’impatto pesante che l’opera ha avuto e ha sulle correnti e sull’azione erosiva lungo il litorale direzione Canaletto e oltre.

Danni ambientali, opera non remunerativa: le motivazioni di Legambiente si sintetizzano così.

Bruschi non ha dubbi: «C’è poco da fare. e un intervento non sta in piedi, non sta in piedi. Perchè addirittura ripetere l’errore? La spiaggia rimarrebbe sempre più residuale e con nuove chiusure, il mare sarebbe sempre più simile ad uno stagno. Sono convinto che il turismo avrebbe tratto maggior giovamento da una spiaggia più ampia. Evitiamo almeno di fare altri sbagli».—

V.P.

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