Sicurezza
Consuelo e Francesca col massimo dei voti «Una vera sorpresa»
piombino
Consuelo Cecchini e Francesca Vitiello. La prima del linguistico, la seconda dell’artistico, indirizzo grafico. Entrambe centiste con un esame fra distanza e mascherine che ricorderanno a lungo. «È stato un esame sicuramente diverso da come me lo immaginavo, con mascherina, tutti bardati, e distanziamento sociale – le parole della sanvincenzina Consuelo –. Non è stata la maturità al termine della quale ti abbracci con i professori. In più c’era la paura prima di fare un esame importante, e un po’ di tristezza, per dover fare i conti con una modalità legata al coronavirus. Comunque, nonostante la situazione critica, i professori e il presidente sono sempre stati vicini, e ci hanno trasmesso serenità. Sai cosa mi ha dato più noia? Che se ne sia parlato come di un esame facile, in confronto a quello normale. Non è stato così. Perché abbiamo passato un momento psicologicamente brutto. Non vai più a scuola da un giorno all’altro, non si capisce che succede, ed eravamo disorientati. Con l’aggiunta di dover continuare a studiare per la maturità. Come? Nel peggiore dei modi, on line. E se la connessione non fa? Se il pc va in aggiornamento proprio durante la lezione? Qualcuno non andrebbe nel panico. A me, però è accaduto, e ci sono andata. L’unica nota positiva della distanza è essersi resi conto alla fine di avercela comunque fatta, e con un bel punteggio. Detto questo – continua Consuelo – mi è mancato l’approccio fisico con i professori. Mi piace il contatto. Ora? penso di proseguire con le lingue. Non so se andrò all’Università. Vivendo sempre in uno stato d’ansia, preferisco non sbilanciarmi (ride ndr). Si vedrà, da cosa nasce cosa. Certamente, vorrei un lavoro che mi realizzi». «Il 100? No, non me l’aspettavo – racconta la piombinese Francesca Vitiello –. Avevo fatto qualche conto e, arrivando all’esame con 55 crediti e un massimo di 40 disponibili all’orale, non pensavo di farcela. Fortunatamente mi hanno dato un bonus di 5 punti ed eccomi qua. L’esame? Beh, inizialmente avevo un po’ d’ansia, ma gli insegnanti e il presidente mi hanno tranquillizzata. Fra esposizione dell’elaborato, domande di grafica, italiano con Baudelaire e Pascoli, e un paio di domande, alla fine sono arrivata in fondo. È stato bello perché ho rivisto tutti gli insegnanti, perché dietro lo schermo non è mica la stessa cosa – prosegue Francesca –. Ecco, la didattica a distanza non mi è piaciuta. A mancarmi è stato il contatto fisico con le persone, stare in classe. Poi io per imparare devo ascoltare molto, e avere collegamenti visivi. Nel lockdown non riuscivo a staccare tra studio e riposo. Così ho iniziato a studiare di notte. Insomma, una strana routine. Adesso? Storia dell’arte a Pisa». —
Fra.le.
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