Sicurezza
Scuola, tavolo di confronto sull’apertura post Covid
La presidente della conferenza di zona dell’istruzione, Marotti: «Da questa settimana via agli incontri su edilizia scolastica e servizi»
PORTOFERRAIO
Si apre da questa settimana il tavolo di confronto con gli addetti ai lavori (comune, presidi, studenti, trasporti pubblici e mense), per stabilire le modalità di apertura del prossimo anno scolastico.
I cancelli d’ingresso degli edifici scolastici dovrebbero aprirsi il 13 settembre, se non interverranno fatti nuovi. È questo l’annuncio che ha dato l’assessore alla scuola e istruzione, nonché alle politiche scolastiche e dell’inclusione, Chiara Marotti, nel corso di un collegamento sulla pagina Fb del Comune di Portoferraio. «In questa settimana – ha precisato l’assessora – inizierà tutta una serie di confronti con dirigenti scolastici, referenti dell’ufficio tecnico comunale, del Ctt, con responsabili delle mense, per stabilire quali interventi da adottare non solo strutturalmente con interventi leggeri di edilizia scolastica, ma anche tutta una serie di servizi aggiuntivi che ruotano attorno alla didattica, allo scopo di iniziare il nuovo anno con il piede giusto. In via prioritaria – ha sottolineato Chiara Marotti - si darà la precedenza al tavolo di lavoro con i dirigenti scolastici per comprendere, all’interno dell’autonomia scolastica organizzativa e didattica legata alle norme vigenti, come i dirigenti scolastici intenderanno muoversi e organizzare l’offerta formativa dopo il Covid-19. Siamo in movimento. Sono pronta a prendere in considerazione proposte, idee che ci possono arrivare da ogni parte. Tutto dovrà essere recepito e vagliato. Tutto perché la ripartenza di settembre – ha concluso l’assessora – debba essere garantita per tutti e in sicurezza». La soluzione è complicata. La Provincia ha già fatto sapere le difficoltà a reperire nuovi spazi, pur avendo avviato un monitoraggio delle strutture disponibili sul territorio. Si sono espressi anche i membri del Forum giovanile dell'arcipelago toscano che vedono di buon occhio una didattica a distanza, segno di innovazione, che sia però integrativa e non sostitutiva di quella in presenza. I ragazzi hanno lanciato un appello pubblico alle istituzioni, chiedendo che siano messi a disposizione spazi e locali, in modo da garantire le lezioni in presenza agli studenti delle scuole elbane. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
