Gioco
«Sembrava un film, il fuoco stava arrivando fino alle nostre case»
VENTURINA
Enorme lo spavento per i residenti di Pantalla che in pochissimo tempo hanno visto l’incendio avanzare col forte vento e minacciare le abitazioni. «Sembrava di essere in un film, surreale», ripete qualcuno ricordando i concitati momenti vissuti guardando quelle fiamme e il fumo denso e nero che ha avvolto tutto. I danni avuti nel quartiere evacuato sono ancora da quantificare. Ma su tutto pesa il non poter essere a casa propria. «Per fortuna non c’era nessuno in casa – riferisce al Tirreno la famiglia Guidi – ma il fuoco si è propagato velocemente dal capannone Jai Jai Mai ha attraversato un vicino campo da cui ha preso vigore ed è arrivato qui. A noi hanno bruciato il giardino e due alberi da frutta. Ma in giro era tutto incandescente». Appena visto il fuoco in questo campo, pare non tenuto proprio bene, una ventina di residenti si sono subito adoperati per circoscriverlo con secchi d’acqua e pompe per annaffiare, in attesa dei vigili del fuoco. Vento forte e sterpaglie hanno dato vigore alle fiamme. «Vivo a 80 metri in linea d’aria dal capannone – spiega Daniele Fossi – e sono arrivato dopo una ventina di minuti dallo scoppio dell’incendio. Il problema è che in quel campo, incurato, le fiamme sono cresciute subito arrivando alle abitazioni adiacenti, il calore ha bruciato uno stendino e fatto saltare le mattonelle del terrazzo di una casa. Ora siamo fuori casa, non si sa ancora per quanto. Qualche giorno va bene ma di più diventerebbe un disagio notevole». La fuliggine è ovunque. «Mia moglie era in casa – dice Simone Poli – e mi ha telefonato allarmata da un forte odore di bruciato. Uscita sul terrazzo ha visto le fiamme che hanno preso forza in pochissimo tempo, poi le hanno suonato al campanello e detto di uscire di casa velocemente e portare via l’auto. Esterni, viale anneriti, anche gli interni di casa perché nella fretta ha lasciato le finestre aperte. L’incendio era spaventoso, potente. C’è il disagio di essere fuori casa, per alcuni più di altri magari, ma per fortuna nessuno si è fatto male e speriamo che le cose non vadano per le lunghe». —
A.M.
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