Il Tirreno

i bagnanti 

«La spiaggia libera dimenticata hanno pensato solo ai balneari»

«La spiaggia libera dimenticata hanno pensato solo ai balneari»

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SAN VINCENZO

Frequentano da sempre la spiaggia libera tra gli stabilimenti balneari Delfino e Paradisino. Guardano da giorni al gran movimento di ruspe e mezzi meccanici e tirano le somme. «I lavori di ripascimento stanno interessando solo le zone delle strutture balneari. La draga, finita la zona Delfino è passata direttamente al Paradisino, lasciando invece molto più bassa e spoglia di sabbia la parte di spiaggia libera». A parlare sono alcuni proprietari di seconde case che da ormai 20 anni passano le loro estati a San Vincenzo e che per questo motivo si sono trovati a dover cambiare zona di spiaggia. «Cercando punti più praticabili», sottolineano. E aggiungono: «Se nei prossimi giorni la nostra impressione sarà confermata andremo a chiedere spiegazioni al Comune».

Il fermento dei lavori di ripascimento più volte rinviati e arrivati in avvio di stagione balneare a intaccare luglio sotto gli ombrelloni tiene banco. «È una vita che vengo qui al mare e non è il primo anno che vedo lavori in piena stagione – dice una signora –. Capisco che quest’anno per l’emergenza Covid i cantieri siano stati fermati ma è assurdo farli in questi giorni. Il cantiere è stato iniziato il 1º luglio. E alla fine se provi a chiedere finisce che la colpa non è mai di nessuno».

Si sfogano, ma chiedono tutti il velo dell’anonimato. «Solitamente vado al mare più a sud, all’altezza del Bayahibe – dice un sanvincenzino –. Lì la spiaggia continua ad essere più ampia ma a seconda del vento, arriva un forte fetore. Quando tira il maestrale anche l’acqua si riempie subito di tutto quello che stanno smuovendo con i lavori. Il disagio è comunque presente».

La responsabile della spiaggia dello stabilimento Il Delfino tira le somme. «Abbiamo tanti clienti che hanno sopportato con noi questi giorni di disagio, perché sanno che le difficoltà degli ultimi anni per noi sono state importanti – dice –. Per gli scogli, l’erosione, la mancanza di sabbia e molto altro. I nostri clienti hanno accettato il ripascimento, perché sapevano che avrebbe potuto aiutarci. Per questo voglio ringraziarli, sono stati molto solidali». Ma aggiunge: «Purtroppo ad oggi ci rendiamo conto che invece i lavori non hanno portato assolutamente i benefici che speravamo». —



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