Sicurezza
Ci sono gli spazi per formare le classi di elementari e medie
Il problema dei sovraffollamenti per l’inizio dell’anno scolastico: alla ricerca di soluzioni
le classi
Il governo ha emanato da una settimana le linee guida per il ritorno a scuola con lezioni in presenza nel post covid. Direttive già ampiamente previste, e pure flessibili per le quali ci si affida molto alla capacità di gestione, con relativa responsabilità, di ogni singolo istituto.
Scuole e istituzioni regionali e locali sono già al lavoro per garantire il rientro a settembre. In generale si studia la riorganizzazione degli spazi interni, sfruttando ogni metro a disposizione per mantenere la distanza fra gli studenti. I problemi principali sono l’ingresso (ma si pensa a più accessi) e il trasporto, oltre alle aree comuni interne. L’idea, comunque, è di riuscire a pianificare al meglio gli ambienti, lavorando su più gruppi, ma senza dover ricorrere alla doppia turnazione
MEDIE. «Durante il lockdown la forbice delle differenze nelle competenze si è ampliata – afferma Letizia Braschi, dirigente scolastica della scuola secondaria di 1° grado Andrea Guardi –. I bimbi più fragili, che già in partenza non avevano competenze digitali, pur avendo ricevuto la strumentazione adeguata, si sono trovati in svantaggio. E, in generale, i ragazzini hanno bisogno di uno stimolo personale. Comunque, dal punto di vista didattico questo annus horribilis è terminato. Speriamo di non doverlo bissare. Per il rientro stiamo già lavorando. Con alcuni ingegneri della scuola abbiamo misurato e valutato se riusciamo a mantenere il famoso metro di distanziamento fra gli alunni. E ci dovremmo riuscire. Con alcuni accorgimenti. Ad esempio Riotorto ha aule molto piccole, quindi probabilmente una classe userà l’atrio. Via Togliatti ha classi un po’ più piccole, ma distribuendo a scacchiera i banchi, riusciamo a rispettare le norme di sicurezza. Stiamo pensando di allestire, negli spazi vuoti, delle postazioni con arredi o attraverso costruzione di piccoli spazi – prosegue Braschi –. Soprattutto in via Togliatti. In via Torino abbiamo tanti metri quadri non sfruttabili. Qui le aule, però, sono molto grandi e riusciamo a mantenere la distanza. I problemi seri riguardano l’ingresso ed evitare l’affollamento ai portoni. Risolveremo con più accessi, grazie anche alla collaborazione del Comune. Non pensiamo al momento di distribuire per fasce orarie, per due motivi: il sistema di trasporti non reggerebbe questa situazione, e poi perché per tante famiglie, con più figli, magari in classi diverse, diventerebbe un delirio. E poi c’è il problema gravissimo dei bagni, quindi come gestire la ricreazione e l’accesso ai servizi. Abbiamo strutture vecchie, pensate per la fruizione e una minor utenza. E questo frangente non è normato nemmeno dalle linee guida. Facciamo fatica a ipotizzare la ricreazione. Forse la faremo a orari diversi».
ELEMENTARI. «Si sta lavorando a un ritmo serrato per far sì che questi due mesi, un tempo davvero ristretto, possano essere utilizzati al meglio per garantire la riapertura a settembre in modo che nulla sia tralasciato – le parole di Roberta Colombi, collaboratore del dirigente del secondo circolo –. Le aule dell’infanzia del secondo circolo hanno una dimensione di sicurezza. Le scuole di Calamoresca, Ghiaccioni, Perticale e Senni godono di ampi spazi. Ciò di cui abbiamo bisogno è la regolamentazione dello spazio esterno, che verrà diviso con delle apposite indicazioni sul terreno e probabilmente con cartelli divisori, in modo che ogni sezione abbia il proprio spazio nel quale potersi muovere. Certo, è una soluzione ideale che cozza però con la natura e l’età dei bambini cha abbiamo. Per la scuola primaria, il Perticale ha un margine di movimento. Ha un numero di classi tale che consente la loro divisione all’interno dello stesso edificio. Ghiaccioni ha qualche problema in più con 15 classi e abbastanza corpose. Qui effettueremo una suddivisione per garantire gli spazi dovuti. Fra le varie ipotesi, l’utilizzo di altri spazi disponibili, finora non sfruttati, all’interno delle strutture. Inoltre verrà studiato l’ingresso, garantendo due afflussi da altrettanti accessi diversi per ogni plesso». «Quello che stiamo facendo in questo momento è una valutazione degli spazi rispetto ai parametri di distanziamento sociale – dice Clelia Bertini, dirigente scolastico del primo circolo didattico Alighieri –. Dovremo riorganizzare gli arredi per sfruttare tutta la superficie delle aule. Di lavori strutturali per ora non possiamo parlarne ma dobbiamo cercare questo rapporto con gli enti locali. Loro sono molto disponibili, e noi stiamo elaborando un piano da consegnare entro lunedì. A ogni modo, pensiamo di essere in grado di dare accoglienza a tutti. Per farlo in sicurezza, occorre una riorganizzazione anche della struttura oraria, perché gli organici di diritto sono già stati attribuiti. Poi ci saranno quelli di fatto, ma credo cambierà poco, nonostante i finanziamenti di cui si parla. Molto dipenderà dalla capacità di riorganizzare gli orari. Come circolo non abbiamo grossi problemi per l’ingresso, avendo già verificato la possibilità di accessi diversi. E comunque non credo ne avremo bisogno, dovendo fare fra il primo e il secondo gruppo la sanificazione. Ecco, sarà importante pensare ai tempi tecnici, mentre non è detto che sarà necessaria la turnazione. La fragilità maggiore saranno i trasporti». —
Francesca Lenzi
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