Gioco
Ticciati nel mirino dei social si rivolge alla polizia postale
Campiglia Marittima, dopo l’episodio della stazione ferroviaria commenti in russo sulla sua pagina Faceboo. La sindaca: «Ho fatto la segnalazione per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia»
CAMPIGLIA. Presa di mira sul profilo Facebook la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati si rivolge alla Polizia postale. Si contano a decine i commenti in russo piovuti sulla sua pagina in coda all’intervento in cui commenta quanto accaduto di fronte alla stazione ferroviaria nel primo mattino del 30 giugno. Un’invasione sotto forma di messaggi in cirillico diffusi da utenti con cognomi russi che oscilla dal «vergogna» a «uccidiamolo».
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Dal 30 giugno c’è una persona con in tasca una denuncia per uccisione di animali senza necessità e con crudeltà, a norma dell’articolo 544 bis del codice penale, che non prevede l’arresto. L’uomo, un ivoriano di 23 anni senza fissa dimora, si è reso protagonista di un fuoco improvvisato dove per ore dalla notte all’alba ha arrostito la carcassa di un gatto. E c’è un video, acquisito dalla polizia giudiziaria, che sta facendo il giro (internazionale) dei social, scatenando un fiume di commenti. Rabbia e sdegno, che soffocano tutto. E guai a pensare che ci sia dell’altro. L’altro però è quell’uomo smarrito. Vittima di un disagio che non è solo economico. Una pioggia di commenti, che suonano come sentenze. Scolpiti nei social, amplificati e rilanciati da politici nazionali e locali.
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«Ho segnalato quanto sta accadendo dal 30 giugno sulla mia pagina Facebook con commenti pesanti che stanno arrivando da mezzo mondo – afferma la sindaca Ticciati –. Intanto ho fatto la segnalazione alla Polizia postale e su questa base saranno fatti degli approfondimenti per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia. Ci sono alcune stranezze, a cominciare dalla condivisione immediata di quel video ben al di fuori dai confini nazionali». Che aggiunge: «Questi commenti non si stanno fermando e tra l’altro si ritrovano anche su altri miei post, in forma virale». In effetti, già la mattina del 30 giugno, il Tirreno aveva registrato che a rilanciare per prime la notizia pubblicata online dal quotidiano, associata un video che abbiamo scelto di non pubblicare sul nostro sito, sono state pagine sovraniste slovacche.
A sostegno della sindaca Alberta Ticciati e della linea d’azione tenuta in questa vicenda nel pomeriggio del 2 luglio è stata lanciata una sorta di controffensiva. Una gara di solidarietà contrassegnata con l’hashtag “#iosonoqui”. E la risposta è stata un crescendo in poche ore di attestazioni a sostegno. Questo il messaggio con cui è stata lanciata l’iniziativa: «Chi «crede nella civiltà, nell’ospitalità, nel rispetto è con lei. #iosonoqui». —
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