Il Tirreno

filcams: atto squallido dell’azienda 

Disdetta dell’integrativo, stato di agitazione e scioperi in Unicoop

Disdetta dell’integrativo, stato di agitazione e scioperi in Unicoop

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PIOMBINO

«La decisione di Unicoop Tirreno di disdire unilateralmente il contratto integrativo è inaccettabile: ancora una volta saranno i lavoratori a pagare, in termini di salario e di contrattazione acquisita». Così si esprime Pieralba Fraddanni, segretaria generale Filcams-Cgil della provincia di Livorno. «Per questo la Filcams-Cgil – annuncia Fraddanni – ha deciso di proclamare lo stato di agitazione e 16 ore di sciopero che verranno attuate a supporto della trattativa e in difesa del salario dei lavoratori».

La segretaria della Filcams spiega che «la disdetta del contratto integrativo da parte di Unicoop Tirreno non ci ha colto minimamente di sorpresa: era chiaro da tempo che l’azienda avrebbe agito in questo modo. È apparso subito evidente che l’unico scopo di Unicoop Tirreno era quello di far saltare l’accordo».

«L’atteggiamento recente dell’azienda – prosegue Fraddanni – è stato a dir poco squallido, ben distante da quei principi che dovrebbero regolare il mondo della cooperazione. Prima è stato presentato il bilancio ai soci al fine di farlo approvare senza contestazioni: il giorno dopo si è cercato di comprare i dipendenti con 200 euro in buoni pasto per il servizio fornito durante l’emergenza Covid-19 e contemporaneamente è stata pubblicamente annunciata la volontà di disdire il contratto integrativo».

La Filcams-Cgil sostiene di essere «stata al tavolo della trattativa sempre in modo costruttivo, con le proprie proposte, e non si è mai nascosta, a differenza di quanto invece ha fatto l’azienda che ha sempre avuto come principale obiettivo la disdetta dell’integrativo aziendale. Tutto ciò avviene poco dopo la fine dell’emergenza Covid in cui tutti i lavoratori della Coop, con sacrificio, hanno dato il massimo. Noi resteremo da subito in attesa di continuare il confronto con l’azienda. Le aziende – conclude Fraddanni – non possono continuare a fare cassa sulle spalle dei lavoratori». —



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