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«Bene il nuovo pronto soccorso ma gli operatori scarseggiano»

«Bene il nuovo pronto soccorso ma gli operatori scarseggiano»

Fials teme che la struttura non sia gestibile con le attuali carenze di personale «I lavoratori hanno diritto a fare i riposi, l’Asl trovi al più presto le soluzioni»

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PORTOFERRAIO

Bene il nuovo pronto soccorso e la camera iperbarica, ma senza gli operatori si va poco lontano. È questo, in sintesi, il pensiero del sindacato autonomo Fials a pochi giorni dalla cerimonia che si è tenuta in ospedale.

«In questo periodo è fondamentale investire nelle strutture pubbliche per innalzare la quantità e i livelli di qualità delle prestazioni rese ai cittadini – spiegano da Fials – Le nostre osservazioni però vanno oltre le cerimonie dell’evento che contiene tutti i deteriori aspetti della più vecchia retorica».

Il Fials fa notare come l’Asl ad oggi non abbia ancora approvato lo strumento di programmazione P.A.L. ( Piano attuativo locale). «In proposito, dopo un lungo percorso con avvio delle procedure nel lontano 2014 per l’ ammodernamento/adeguamento e innovazione la USL è giunta alla inaugurazione del pronto soccorso non completando tutti gli assetti strutturali (ad esempio un’area deve essere terminata e manca la nuova camera calda) – spiega il sindacato – e pertanto ci domandiamo se attualmente siano rispettati tutti i requisiti necessari previsti. In questo contesto è grave che la direzione della Usl Toscana Nord Ovest non abbia provveduto ad adeguare il numero degli operatori».

Il numero dei metri quadrati del pronto soccorso passa dai precedenti 250 agli attuali 950 con un conseguente aumento delle postazioni di lavoro. «La carenza di operatori – spiega Fials – si evidenzia in maniera chiara in base alla difficoltà di coprire tutte le aree di lavoro ed in rapporto all’afflusso notevole dell’utenza in questo periodo stagionale. I lavoratori hanno il diritto di lavorare in sicurezza e al contempo garantire le prestazioni al massimo livello ai cittadini. Nel turno del mese di luglio si riscontrano, inoltre, riposi settimanali “saltati” che costituiscono una chiara violazione contrattuale. I lavoratori del pronto soccorso non possono aspettare la chiusura del reparto “bolla” anti Covid per acquisire un numero maggiore di operatori e fruire dei loro diritti; le soluzioni debbono essere trovate immediatamente».

Per questo il sindacato Fials ha chiesto un incontro alla direzione della Usl: «Ribadiamo la necessità di un piano di assunzioni straordinario e la realizzazione di condizioni che favoriscano la scelta lavorativa e la fidelizzazione degli operatori verso la zona elbana. Il continuare nel presente a raccontare, da parte dell’assessore Saccardi e della direzione aziendale, le difficoltà per reclutare il personale senza, dopo vari decenni, trovare soluzioni è la rappresentazione più significativa del fallimento delle scelte attuate nella zona elbana», conclude il sindacato. —

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