Il Tirreno

Dad, isolamento e quello strano esame «Che fatica, ma ce l’abbiamo fatta»

Stefano Bramanti
Dad, isolamento e quello strano esame «Che fatica, ma ce l’abbiamo fatta»

Quattro studenti neo diplomati raccontano l’anno scolastico segnato dal Covid-19 e le sensazioni della prova finale 

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il racconto

Stefano Bramanti

Dad non sempre all'altezza, lezioni pesanti, un orale “improvvisato” e con la pandemia in atto, ma comunque portato a termine con successo. E c'è chi pensa di lasciare l'Italia: non aiuta i giovani a trovare lavoro. Sono alcuni flash sull’esame di stato emersi da quattro studenti dell'Isis Foresi o del tecnico Cerboni, freschi di diploma.

Partiamo da Shiivani Perini una diciannovenne di Portoferraio, iscritta alle scienze umane. Si è diplomata con un bel 99 su 100. «La Dad (didattica a distanza, ndr) è stato un abbandono per noi studenti, le lezioni telematiche non sempre hanno risolto validamente. C'era chi non era munito di una wi-fi adatta e i collegamenti erano difficoltosi: a volte non eravamo presenti on-line. Difficoltà vissute anche dai professori. Certi argomenti non spiegati adeguatamente e il rapporto con i docenti in classe è tutt'altra cosa. L'esame? Vantaggi e svantaggi. Abbiamo saputo le modalità troppo tardi, nel passato gli studenti conoscevano le regole mesi prima. I docenti all'esame, sapendo le difficoltà che abbiamo avuto, sono stati molto aperti facendoci esprimere bene le nostre conoscenze. Duro però parlare per un'ora all'orale: non eravamo abituati. Adesso? Spero nell'ammissione al Politecnico di Milano, altrimenti farò antropologia culturale a Bologna, ma prima farò un viaggio rilassante, poi lavorerò. Un po' di soldi per affrontare l'università».

Ed ecco Marco Riformato, del Cerboni, esponente del “Forum giovanile dell'Arcipelago toscano”. «Lezioni a distanza? Grandi limiti, non c'è paragone con la lezione in classe. Non è stato facile concentrarsi e c'era da integrare via WhatsApp con difficoltosi intrecci. L’esame è stato all’insegna dell’incertezza. Solo due settimane prima della data si sono sapute le regole. Semplificato, via gli scritti. La commissione partiva da un argomento assegnato a ciascuno e si dovevano fare collegamenti interdisciplinari. Idem per la seconda fase dell'orale: partendo da un testo. Ho parlato dell'alternanza scuola-lavoro. Infine Cittadinanza e Costituzione. Abbiamo dovuto imparare i primi 12 articoli della Costituzione senza sapere lo scopo. Sono passato con 80 su 100 e ora vorrei andare all'università per fare economia e commercio a Pisa, in lingua inglese. Forse non rimarrò in futuro in un'Italia: non agevola il lavoro ai giovani; ogni anno 60 mila laureati scappano».

La parola ad Alice Spinetti di 18 anni, di Seccheto. Faceva ogni giorno due ore di bus tra andata e ritorno. Ora ha già un lavoro estivo. Ama il mare, la discoteca, le escursioni panoramiche nell'isola ed ha fatto parte del teatro “Le Perle arcipelago” gestito dal Foresi. Punta a diventare notaio.

«Ho frequentato il classico e sono uscita con 93 su 100. Inizialmente la Dad è stata molto difficile: ci mandavano solo materiali da guardare, ma in seguito, grazie a Meet, una piattaforma multimediale online, la preparazione è stata completata grazie ai nostri insegnanti. Ho vissuto un esame finale così diverso, con la mascherina, lo stare a distanza. I docenti sono stati molto gentili facendocelo apparire normale».

E chiudiamo con Leonardo Arrighi, anche lui studente portoferraiese del liceo classico Foresi. Frequenterà a Roma “Mediazione linguistica russa” avendo una forte passione per quella nazione. «Un'esperienza strana l'esame in un periodo anomalo di lezioni a distanza. Molti i problemi di linea e di collegamento ed è mancato il contatto con i docenti e quello coi compagni. Tutto ciò vissuto relativamente bene: mi sarebbe piaciuto passare l'ultimo periodo con i miei amici, ma era impossibile fare altrimenti, stante la pandemia. Come molti non sono un fan delle lezioni a distanza. L'esame più facile perché c'era solo l'orale? Non è dipeso da noi; impossibile fare assembramenti per gli iscritti. Parlare per un'ora per dire di tutto, non è stato semplice, e con alle spalle le difficoltà della Dad. Io, come tanti altri, ho studiato più adesso che nel passato, perché dovevamo far fronte a vari disagi, compreso il timore di una pandemia. E' mancata la classica “notte prima degli esami” con gli amici, pazienza. I docenti ci sono venuti incontro, sapevano cosa si è dovuto superare. Sono soddisfatto del mio 92 e mi auguro che si ritorni alla normalità a pandemia superata. Ci vuole un esame senza incognite e più dignitoso». —

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