Il Tirreno

agroalimentare 

Italian Food, mandato a Mediobanca per trovare partner

Manolo Morandini
Italian Food, mandato a Mediobanca per trovare partner

Il dossier dell’azienda nelle mani della banca d’affari italiana A febbraio è saltato il matrimonio annunciato con Barilla

2 MINUTI DI LETTURA





Manolo Morandini / venturina

Chi è interessato a far crescere il pomodoro toscano a marchio Petti? Per cercare una risposta e nuovo slancio al progetto imprenditoriale che da alcuni anni ha preso forma nello stabilimento di Venturina Terme il Gruppo Petti, a cui fa capo l’azienda tramite la controllata Italian Food Spa, ha affidato mandato a Mediobanca la ricerca di potenziali compratori, sia finanziari che strategici. A renderlo noto è Il Sole 24 Ore.

Si tratta di un passaggio che segue al mancato perfezionamento del matrimonio con il Gruppo Barilla annunciato a febbraio, dopo il via libera all’operazione dato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), chiamata a valutare se avrebbe determinato una possibile posizione dominante sul mercato del pomodoro. L’obiettivo resta quello di sostenere la crescita all’estero dei prodotti a marchio Petti per cui servono ingenti risorse finanziarie. Il quotidiano finanziario non esclude che il dossier possa finire sul tavolo di altri gruppi industriali.

Numeri da prima della classe quelli di Italian Food. Il gruppo campano ha rilevato lo stabilimento nel 1973 da Arrigoni e gradualmente dal confezionamento del pomodoro in semilavorato in fusti ha realizzato un cambio di pelle, sviluppando un importante capacità produttiva in grado di soddisfare direttamente i clienti italiani e internazionali con prodotto finito. Tanto che si è trasformato da azienda satellite del Gruppo a una nuova realtà imprenditoriale. L’anno di svolta è il 2006. Alle redini arriva Pasquale Petti che ne consolida la posizione come produttore per marchi terzi (private label). Produce solo da pomodoro toscano, per il 55% per private label internazionali e nel 2013 lancia la linea “Petti – Il pomodoro al centro”, garantendo trasparenza sulla filiera. I pomodori provengono solo da coltivazioni toscane.

Nell’ultimo anno sulle linee ne sono stati lavorati 100mila tonnellate. Il marchio si è fatto spazio. In base ai dati Nielsen detiene il 5% del mercato, dietro ai colossi Mutti e Cirio. E dalla sua ha un valore che lo rende speciale: è l’unico pomodoro italiano legato a un territorio di prestigio come la Toscana, facendone un marchio premium. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web