Lutto
«Sindaco, sulle concessioni lei ha fatto retromarcia»
PIOMBINO
«Sindaco, la sua ci sembra una retromarcia». Fabrizio Lotti (presidente Assoturismo Toscana) e Giampiero Poggiali (presidente Faita Toscana) scrivono una lettera aperta a Francesco Ferrari a proposito del mancato ampliamento temporaneo degli stabilimenti balneari, richiesta legata alle limitazioni dovute all’emergenza Covid. «Abbiamo letto la sua risposta all’istanza presentata il 21 maggio dal Consorzio Costa Est - scrivono Lotti e Poggiali - L’amministrazione da lei diretta, come molte altre, ha adottato una serie di provvedimenti straordinari per agevolare l’attività delle imprese della ristorazione e commerciali. Non si comprende perché, non bastando il raddoppio della tassa di soggiorno, nei confronti delle imprese ricettive e balneari la sua amministrazione voglia ancora adottare misure diverse e palesemente contrarie alla logica utilizzata per le altre imprese del commercio e dei servizi. Molti comuni costieri hanno reagito in maniera coerente, adottando anche per il settore ricettivo e balneare gli ampliamenti temporanei richiesti. Immaginiamo che la legislazione di riferimento sia la medesima, o forse a Piombino vigono norme speciali?».
«Ad aprile - proseguono - lei, insieme ad altri sindaci, ha scritto a Regione e Anci, affinché supportassero la scelta di ampliare temporaneamente le concessioni balneari. Tale richiesta è stata presentata su media e social, sottolineando l’intenzione di sostenere la ripartenza del comparto turistico. Dalla Regione non è giunto l’aiuto richiesto; è mancata una norma specifica. La Regione ha risposto affermando che le competenze sono in capo alle amministrazioni comunali; non ha però negato questa possibilità. La posizione della Regione non ha impedito a molti comuni costieri (Grosseto, Castagneto, Castiglion della Pescaia ecc.) di assumere, anche in deroga ai Pua, i provvedimenti di ampliamento. Perché non avete proceduto secondo quanto lei stesso ha dichiarato ad aprile? Cosa è cambiato? La sua risposta non ci convince, ci spiace, ma assomiglia molto a una retromarcia, che le imprese turistiche del territorio non meritano. Questo comparto contribuisce al Pil del comune per circa il 25% e dà occupazione a un numero assai rilevante di persone. Limitarne in maniera ingiustificata e irragionevole il potenziale è un atto grave che penalizza l’economia e quindi la vita di molte persone del suo comune. Il “provvidenziale” provvedimento che lei richiama nella sua risposta ha determinato la riduzione del potenziale di offerta delle imprese ricettive e balneari. Questo ridurrà ulteriormente il numero delle presenze turistiche, quindi il numero degli avventori di esercizi commerciali, ristoranti e servizi. Il temporaneo incremento della superficie delle concessioni è l’unica possibilità per consentire la locazione di stanze d’albergo, piazzole e bungalow di campeggi e villaggi». —
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