Rifondazione alla maggioranza «Quel parco è un boomerang»
Prc attacca sul caso Rimateria, l’associazione “a Sinistra” parla di «bipolarismo politico»
la polemica
La variante urbanistica rinviata dalla maggioranza con la giustificazione del Covid, l’adesione della stessa giunta alla manifestazione di oggi organizzata dal Comitato salute pubblica e i soldi spesi tra una consulenza e l’altra: sono argomenti che continuano a tenere banco e continuano a essere tenuti insieme dalle opposizioni.
«Come il Covid sui maccheroni». Rifondazione comunista ironizza così sul rinvio della discussione sulla variante urbanistica: «Nonostante le esternazioni del sindaco è lampante come la gestione dell’affaire variante parco pubblico stia diventando un boomerang nei confronti dell’amministrazione stessa, per non dire una rogna che fa tremare le vene ai polsi ai consiglieri della Lega che temono di dover mettere le mani al portafoglio in caso Navarra vinca il ricorso per il cambio di destinazione d’uso. Nel frattempo il tempo per le osservazioni è scaduto il 6 febbraio (ma magari molti le hanno inviate anche prima tipo Rifondazione comunista che le ha spedite prima di Natale), però sono complicate, sono delicate, sono complesse e soprattutto devono essere approfonditi “in modo esaustivo” i loro contenuti e “gli aspetti di legittimità dei documenti e degli atti predisposti per l’adozione della Variante”. Ahia, qui casca l’asino. Che è successo? Come mai gli uffici del Settore programmazione territoriale ed economica del Comune dal 6 febbraio non sono in grado di levarci le gambe? E quindi, dato che a seguito dell’emergenza sanitaria i termini per l’approvazione sono stati prorogati al 31 dicembre, non sarà meglio affidare il tutto a uno studio legale che ci levi le castagne dal fuoco facendoci spendere però la sommetta di 15mila euro?».
«In più - prosegue Rifondazione - la legge regionale 69 del novembre 2019 prevedeva, come precondizione all’approvazione della variante, l’avvio del procedimento del nuovo Piano operativo. Naturalmente dall’adozione della variante il 25 novembre 2019 non ci si è mossi per questo, ma si è aspettato fino al 20 maggio, quando, imputando il ritardo all’emergenza Covid (che rispetto al 25 novembre 2019 è arrivata 3 mesi dopo) ci si è trovati costretti a prevedere l’affidamento di un incarico a professionista esterno all’ente per altri 20mila euro. Però adesso dopo la legge regionale del 31 maggio in cui i termini per l’approvazione della Variante slittano a fine anno, c’è tutto il tempo di utilizzare le risorse interne, quindi sarebbe bene che la delibera di giunta 132 del 20 maggio venisse ritirata e i 20mila euro venissero risparmiati. O no? Comunque siamo già a 35mila euro, che si aggiungono agli altri quasi 15mila per il ricorso di Navarra per la variante parco pubblico e agli altri quasi 12mila per il ricorso verso la variante Colmata Centro abitato. Ci costicchiano a spese legali esterne gli atti disinvolti di questa amministrazione per la questione Rimateria, deve essere per questo che il Comune ha deciso di assumere un avvocato a tempo pieno e indeterminato, forse vede un futuro bigio di qui a fine consiliatura; speriamo almeno che sia competente ed esperto processualmente».
Sulla vicenda delle consulenze torna anche l’associazione “a Sinistra”: «Proviamo a ricapitolare una vicenda che ogni giorno diventa sempre più surreale. L’amministrazione comunale di Piombino guidata dal sindaco Ferrari, che di mestiere fa l’avvocato, decide di spendere in consulenze legali (d’oro per il rapporto costo/tempo) per vicende legate a Rimateria ben 41.270 euro più 32mila euro. Questi ultimi per carote non commestibili che restituiranno un risultato inutile o meglio utile solo a una certa propaganda pseudo istituzionale per la quale i cittadini si sono dovuti inconsapevolmente accollare ulteriori spese (due addetti stampa per lo staff del sindaco sembrano un po’ troppi)».
E poi il riferimento alla manifestazione di oggi, alla quale il sindaco ha detto di aderire: «E dopo aver speso così tanti soldi - prosegue As - per farsi consigliare, la Giunta decide di scendere in piazza affiancando quel Comitato che protesta proprio contro la giunta stessa (schizofrenia? bipolarismo politico?) per la mancata approvazione della Variante. Il giorno dopo, un annuncio che gira per le vie della città chiama i cittadini a raccolta attorno all’amministrazione contro quei consiglieri comunali che non vorrebbero votare la Variante. A questo punto ci viene un dubbio: ma l’amministrazione Ferrari non è maggioranza nel consiglio comunale di Piombino? Si è mai vista un’amministrazione scendere in piazza contro i consiglieri che la dovrebbero sostenere? In un Paese normale chi sente di non avere il sostegno della propria maggioranza si dimette e non chiama a raccolta i cittadini creando ancora più divisioni in un tessuto collettivo già lacerato da crisi economiche e sociali ben più importanti. O forse siamo di fronte a un nuovo giochino propagandistico? A margine di tutto questo ci viene un ulteriore dubbio: il Covid diventa anche la giustificazione per la mancata approvazione della variante. Se è così, come mai in piena emergenza coronavirus il consiglio comunale ha approvato un atto fondamentale e ancora più importante come il bilancio previsionale carico di nuovi balzelli per i cittadini sempre più poveri? Ecco perché continuiamo a dubitare della buona fede dell’amministrazione, convincendoci sempre di più che le sue reali intenzioni siano proprio quelle di affossare definitivamente la Variante; proprio il contrario per cui manifesteranno sabato». —
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