Il dolore
Ricerche universitarie con studenti dall’estero e un Centro studi culturale
L’intervento del sociologo piombinese Marco Bracci da Firenze nel dibattito sul Manifesto per risollevare la cultura a Piombino
le proposte
Sono un piombinese emigrato “temporaneamente” da 27 anni a Firenze, ma ho sempre mantenuto un legame speciale con la mia città. Ritengo che la cultura sia linfa vitale di una comunità e fondamento di democrazia. In questa sede, voglio proporre sinteticamente due idee, sperando siano utili ad alimentare il dibattito avviato dalla pubblicazione del Manifesto. La prima è la realizzazione di un progetto di ricerca-azione sulla produzione e sul consumo di cultura a Piombino che conduca, nel medio-lungo periodo, alla creazione di un Centro Studi e Ricerche permanente sulla produzione, i consumi e l’economia della cultura. Tale studio contribuirebbe a portare al centro delle politiche pubbliche locali il tema del capitale culturale, un dato politico da tenere in considerazione poiché può produrre processi di esclusione o, al contrario d’inclusione sociale. Tale ricerca fornirebbe una maggiore consapevolezza sul ruolo strategico che la cultura potrebbe svolgere per offrire soluzioni al fine di uscire dalla crisi nella quale Piombino è attanagliata. La seconda idea è l’attivazione di programmi di studio e ricerca universitaria a Piombino da svolgersi in estate (e non solo) indirizzati a studenti internazionali; ecco un elenco incompleto di ambiti formativi che potrebbero coniugarsi con l’identità del territorio: archeologia, storia dell’arte, marketing dei beni culturali, ingegneria siderurgica, cultura e marketing del settore enogastronomico, storia dell’agricoltura, biologia marina, hospitality management.... L’attivazione di tali programmi, in sinergia con istituzioni universitarie straniere che intendono far svolgere un’esperienza di vita unica ai propri studenti nel nostro territorio, avrebbe finalità plurime: favorire percorsi d’interculturalità; costruire un sistema che coinvolga vari attori del territorio (ad esempio attraverso tirocini); offrire opportunità di lavoro specializzato ai piombinesi; riallacciare rapporti con i “piombinesi nel mondo”. La presenza di studenti internazionali, e futuri “ambasciatori” all’estero, potrebbe contribuire allo sviluppo sociale e culturale della città durante e dopo il loro soggiorno. Entrambe le idee potrebbero fornire nuovi strumenti per comunicare una rinnovata dimensione identitaria del luogo, perché Piombino si proietti in ambito globale.
Marco Bracci
(sociologo)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
