Attenzione
«La Dad è stata una risorsa, ma solo per l’emergenza»
Tre insegnanti delle scuole primarie raccontano la loro esperienza con la didattica a distanza «La tecnologia ci ha permesso di andare avanti, ma il contatto con i bambini è mancato molto»
il racconto
Stefano Bramanti
Tre docenti delle elementari di San Rocco a Portoferraio riflettono sulla Dad, l’ormai nota didattica a distanza croce e delizia in tempi di coronavirus per le scuole. Tutti concordano: la vera scuola è quella in presenza. Quindi i baby studenti alle prese con un nuovo modo di studiare e i docenti al pezzo anche più del solito, com'è capitato ad Enrica Parlanti maestra elementare, Chiara Marotti, insegnante e pure assessora all'istruzione del comune diretto da Angelo Zini e Pierluigi Amore. Fanno parte di un ampio gruppo coeso di insegnanti.
«La lezione a distanza - dice Parlanti - ci ha colto di sorpresa nel marzo scorso. Smarrimento generale ma abbiamo cercato soluzioni, anche di notte ho studiato. Abbiamo chiesto ad esperti d'informatica del comprensivo diretto dal dirigente scolastico Carlo Maccanti e siamo riusciti a mantenere un filo d’unione con i nostri bimbi. Maggiori difficoltà per i più piccoli, i grandicelli usano abbastanza i dispositivi multimediali. Gli insegnanti si sono affidati alle varie piattaforme internet secondo certe esigenze ed esperienze, in rapporto all'età dei bimbi. Se la Dad proseguirà ci vorrà un metodo unico, ma sarà arduo uniformare. Tra i bimbi c'è chi ha partecipato col cellulare, spesso quello dei genitori ed alcuni non avevano in casa il computer, poi alcuni usavano dispositivi con una scheda internet a tempo o con abbonamento, ma anche chi ne era sprovvisto. E grosso il problema dei collegamenti instabili sull'isola. Capita di non avere una linea costantemente e l'efficacia delle lezioni a distanza non è stata valida per oltre la metà dei ragazzi. Maggiori i problemi per i diversamente abili: alcuni non hanno potuto partecipare, ma sono stati seguiti giornalmente dagli insegnanti di sostegno, con il contatto con le famiglie, inviando compiti o per parlare con loro». Chiara Marotti specifica che «siamo stati obbligati a reinventarci programmatori informatici creando classi virtuali e farle funzionare è stato impegnativo. Non ci siamo scoraggiati e via web siamo stati vicini agli alunni, ma di fatto niente può sostituire la scuola di relazione tradizionale che permette una parola di incoraggiamento e una mano sulla spalla. Con la Dad non è stato possibile. Grazie agli alunni, hanno affrontato questa rivoluzione con le loro famiglie e si sono trovati spiazzati come noi. Io nella normalità metto al centro i bisogni dell'alunno, lavorando anche a piccoli gruppi, cosa ardua per via telematica. Siamo però entrati lo stesso in contatto e abbiamo provato a rafforzare le relazioni».
«Per settembre – prosegue Parlanti – occorrerà fare i conti con il problema delle aule piccole in contrasto con le esigenze di distanziamento anti contagio: andranno trovate soluzioni e attendiamo regole governative». Nelle aule è stato "riscoperto" ciò che segnalava don Milani negli anni '60 : risultano agevolati gli apprendimenti per chi a casa è ben seguito dai familiari, mentre per chi non ha tale possibilità le difficoltà crescono, cosa vera con la Dad o senza. «Ma l'esperienza– fa notare Enrica – si è rivelata efficace per i bimbi un po' a disagio nel gruppo classe a livello espressivo, potendo agire da casa, con più calma, ha superato certe remore recuperando alcune lacune. Un fatto positivo da sfruttare. Abbiamo però bisogno di riscoprire il rapporto diretto con gli alunni. C'è mancato il nostro laboratorio di matematica e quello di musica, quest'ultimo ci consentiva di realizzare il concerto di fine anno scolastico con la Filarmonica Pietri».
La parola finale va a Pierluigi Amore, maestro tra i più esperti; ha dovuto incassare anche questa esperienza grazie al coronavirus. «Indubbiamente - dice al Tirreno - è stata utilissima la telematica in questo difficile momento; ha permesso un servizio didattico di base. Ma penso che l'insegnamento a distanza mai potrà sostituire la viva presenza dell'insegnante con gli alunni in classe. Il rapporto educativo è insostituibile. È come se volessimo eliminare il ruolo del padre e della madre affidando la formazione dei figli ad un robot. Assurdo. La Dad è una emergenza, ma se fosse questo un metodo da adottare per sempre, in alternativa alla forma tradizionale di scuola, sarebbe un disastro». —
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