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il caso rimateria 

Rinviata la discussione sulla variante Ferrari: «Ma sabato anch’io sarò in piazza»

Rinviata la discussione sulla variante Ferrari: «Ma sabato anch’io sarò in piazza»

Lo slittamento dal 30 giugno «al prossimo consiglio comunale utile» motivato con i ritardi dovuti al Covid-19

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PIOMBINO

Era nell’aria e lo avevamo anche scritto. La variante urbanistica promessa in campagna elettorale, quella che dovrebbe trasformare in parco urbano le aree di Rimateria, già adottata sul filo di lana, avrebbe dovuto essere portata in approvazione entro il 30 giugno. L’unica possibilità per prendere tempo era approfittare dello slittamento per gli effetti del blocco imposto dalle misure di contenimento del rischio di contagio da Covid-19.

E così è stato. La variante urbanistica, scrive il sindaco Francesco Ferrari in una nota, è stata «rinviata causa Covid al primo consiglio comunale utile». Ma Ferrari aggiunge subito che sabato sarà in piazza insieme al Comitato salute pubblica, che per quel giorno ha organizzato una manifestazione proprio per sollecitare la maggioranza a dare corso alle promesse elettorali.

«Siamo convinti della nostra battaglia - scrive Ferrari - saremo in piazza con il Csp. Purtroppo paghiamo ancora le scellerate politiche Pd. Utilizziamo uno strumento che la legge ci mette a disposizione per perfezionare una misura complessa i cui tempi di gestazione hanno risentito delle difficoltà causate dal lockdown».

Ferrari dunque spiega così il rinvio tecnico per la discussione in consiglio comunale della variate urbanistica che sarà quindi votata nella prima sessione utile: la norma contenuta nella legge regionale 31 di questo anno permette, per atti come quello in esame, di beneficiare di una proroga fino al 31 dicembre prossimo.

«Il nostro impegno su questa battaglia è immutato, così come la nostra convinzione che sia necessario impedire il raddoppio dei volumi di discarica - aggiunge Ferrari - Anche per questo scenderemo in piazza a fianco del Comitato di salute pubblica il 27 giugno contro la discarica. In questi mesi la vicenda ha subìto complicazioni dovute da una parte alla complessità dell’atto, dall’altra dalla pandemia che ha rallentato alcune attività amministrative a vantaggio della gestione dell’emergenza. Niente però ha mutato la nostra volontà. La variante è l’ultimo atto, in ordine di tempo, della serie di azioni messe in campo da questa amministrazione per impedire il raddoppio, dopo la battaglia portata avanti in Regione in sede di Via e dopo gli atti che hanno sancito la trasformazione in centri abitati di Colmata e Montegemoli».

«Nella complessità di questo percorso, abbiamo avuto la necessità di affidare incarichi a studi legali per garantire la bontà e l'efficacia della nostra azione e per resistere ai molti ricorsi giudiziari che Rimateria ha presentato contro il Comune - prosegue il sindaco - le spese legali che questo Comune deve ora sostenere, oggi, sono strumenti di difesa adottati per correggere la mostruosità degli errori che il Pd ha generato nella sua scellerata gestione delle politiche ambientali. Quel Pd che per decenni ha sperperato denaro pubblico tanto da vedersi punito, tra la miriade di motivazioni che ha collezionato, sonoramente alle ultime elezioni amministrative».

Durissima la conclusione: «Se la battaglia che stiamo combattendo si trasformerà da politica in giudiziaria la colpa è di quel Pd che ora sbraita senza vergogna dai banchi dell’opposizione dove ora è relegato, per la fortuna di questa città». —

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