Gioco
Donazione alle Cure palliative in memoria di Federica
Un’altra bella iniziativa firmata dai volontari del Comitato #iostoconvalte Era prevista una festa di sottoscrizione ma il Covid ha fatto saltare tutto
piombino
Avevano pensato di organizzare una festa in memoria di Federica Marcuccio, la giovane studentessa di medicina scomparsa due anni fa al culmine di una lotta impari contro la malattia. I volontari del Comitato #iostoconvalte, sempre presenti quando si tratta di fare beneficenza e in generale aiutare il prossimo, avevano programmato proprio in questo periodo un’iniziativa il cui fine sarebbe stato raccogliere fondi e devolverli all’Associazione cure palliative. Ma ci si è messo di mezzo anche il Covid e sarebbe stato impossibile allestire qualcosa rispettando tutte le prescrizioni in tema di sicurezza. E così i volontari hanno attinto dai fondi del Comitato e, d’accordo con i genitori di Federica, oggi consegneranno 1.200 euro alle Cure Palliative.
L’occasione sarà il corso di formazione per volontari delle cure palliative in programma nel chiostro di Sant’Antimo, messo a disposizione da don Luigi Castelli. Dalle 15,30 alle 18,30 verrà recuperato il quarto e ultimo incontro sospeso a causa del lockdown. L’Associazione cure palliative di Piombino e della Val di Cornia è un’organizzazione di volontariato, senza scopo di lucro, che si occupa di assistenza medico socio-sanitaria domiciliare a pazienti, oncologici e non, in fase terminale, operando in convenzione con l’Asl. Fa parte della rete locale delle cure palliative ed è socia della Fcp (Federazione cure palliative). Ha sede al secondo piano dell’ospedale Villamarina, in locali contigui all’ospedale di comunità. Fondata nel 2007 da Alberto Maestrini, insieme ad alcuni medici e volontari, è iscritta al Registro regionale delle organizzazioni di volontariato. Opera su un territorio che ha una popolazione di poco superiore ai 57.000 abitanti distribuita su 6 comuni. L’Associazione in questi anni è cresciuta in soci, volontari e interventi realizzati. A oggi conta 180 soci, 15 volontari e si avvale, grazie a specifiche convenzioni, di un medico specializzato in cure palliative e terapia del dolore, una psicologa e un fisioterapista. I professionisti in convenzione integrano le due dottoresse palliativiste strutturate in Asl, zona Valli Etrusche, e operano a domicilio e nell’ospedale di comunità, in cui 3 posti letto hanno funzioni di hospice, riservati ai malati terminali. Importante il ruolo svolto dai volontari che svolgono attività quotidiane e continuative di assistenza e collaborano nelle attività promozionali e di raccolta fondi necessarie per il finanziamento delle attività istituzionali dell’associazione in accordo con le iniziative promosse dal consiglio direttivo. Nelle Cure Palliative il volontariato è una risorsa insostituibile, sia per la sua attività di sensibilizzazione e informazione ai cittadini, sia per la capacità di accoglienza e costruzione di una relazione di ascolto e aiuto nei confronti dei pazienti e delle famiglie. Per questo i volontari devono essere competenti e formati. Ecco la necessità di organizzare periodicamente corsi di formazione sulla base dei percorsi e dei contenuti stabiliti dalla Federazione nazionale cure palliative.
Federica Marcuccio era seguita dall’associazione. Non aveva neanche 28 anni quando, il 14 maggio di due anni fa, si spense nella sua abitazione di via Tellini, uccisa da una malattia particolarmente aggressiva, da una sfortunata concatenazione di eventi e dai tempi della burocrazia. Due anni prima aveva scoperto di essere ammalata e da allora non aveva mai smesso di combattere. Insieme al padre, nel gennaio 2018, era volata negli Stati Uniti. A Houston, nella clinica del professor Mauro Ferrari, presidente e Ceo del Methodist hospital research institute che stava lavorando su una terapia sperimentale non ancora autorizzata dalla commissione etica americana. Federica continuò le cure con lo staff dell’ospedale di Cisanello, in contatto con i colleghi americani. Ma le sue condizioni cominciarono a precipitare prima che arrivasse l’autorizzazione, e alla fine si arrese. Fu una tragedia che commosse l’intera comunità.
Oggi a Sant’Antimo la donazione del comitato all’associazione cure palliative avverrà prima dell’inizio del corso alla presenza dei genitori di Federica, Giuseppe Marcuccio e Luisella Lorenzini. —
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