Il Tirreno

lettera aperta al sindaco 

«Temiamo che non ci sia stato alcun cambio di marcia»

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piombino

«Sin dall’inizio questa maggioranza aveva dichiarato che avrebbe fermato il raddoppio della discarica di Ischia di Crociano cambiando la destinazione d’uso di quella zona con una variante urbanistica: a suo dire, niente di più semplice». Così un gruppo di cittadini da sempre in prima linea contro il progetto di raddoppio dei volumi della discarica Rimateria. Che aggiunge: «In effetti ha cominciato a lavorarci, ma lo ha fatto con incredibile ritardo, tanto da rischiare di non avere poi il tempo di approvarla. È lecito pensare che questo ritardo fosse stato predisposto di proposito? Un dubbio legittimo».

A cambiare il calendario c’ha pensato la Regione Toscana con una proroga dei termini valida per tutto il territorio regionale. «Nella Variante vi sono vari elementi di criticità che prestano il fianco a possibili ricorsi. Questi elementi del resto erano già stati rilevati da alcune forze politiche, ma l’amministrazione decise di portarla comunque avanti senza correggerli. Se approvata potrebbe oggi mettere in seria difficoltà i soci privati all’interno della società? Crediamo di sì. È infatti poco probabile che la Regione conceda l’Aia in contrasto con un cambiamento d’uso deliberato dal Comune di Piombino, almeno fino alla conclusione degli eventuali ricorsi presentati e senza quell’Aia, terminato il riempimento del cono rovescio, i conferimenti sarebbero fermi».

Vengono formulate due ipotesi. La prima: «Col pretesto di indurre i consiglieri a votarla eliminando il rischio dei ricorsi, potrebbero modificare la Variante autorizzando “solo” quelle volumetrie (i 400mila metri cubi di rialzo della ex Lucchini) che, di fatto, salverebbero l’azienda e soprattutto gli interessi dei privati. In questo modo si potrebbe far apparire ai cittadini che “si sta comunque lavorando per fermare il progetto di raddoppio”, facendo tutto il possibile. In realtà non farebbero niente di diverso da quello che già aveva dichiarato diversi anni fa il primo presidente di Rimateria». Insomma, «La nuova amministrazione non farebbe che muoversi esattamente nel solco della continuità con quanto da sempre portato avanti dalla vecchia amministrazione». L’altra ipotesi: «La maggioranza potrebbe far slittare la votazione oltre il 30 giugno. In questo caso si darebbe il tempo a Rimateria di ottenere il concordato in continuità o addirittura l’Aia per la partenza dei lavori secondo il progetto approvato. A questo punto la variante sarebbe assolutamente inutile, per cui non si porrà nemmeno più il problema di doverla o non doverla approvare».

Un attacco netto all’amministrazione Ferrari che nasce «dalla mancanza di chiarezza e trasparenza che caratterizza il dibattito sulla variante. Non era certo questo il cambiamento di marcia che la città si aspettava. Certo una cosa questa amministrazione l’ha cambiata: ha interrotto ogni dialogo con i cittadini. Le scelte vengono prese nel chiuso delle stanze del palazzo comunale, con un’indiscutibile mancanza di trasparenza». E conclude: «Se il 30 giugno la politica, con un pretesto o l’altro, non si assumerà la responsabilità di prendere chiaramente posizione, sarà chiaro che non c’è stato alcun cambio di marcia». —

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di Redazione web