Italia
Dopo il Covid torna un filo di speranza «Ma sull’accoglienza si può fare di più»
Confesercenti e Confcommercio commentano l’inizio di stagione dopo il lockdown
Dopo un paio di settimane di terza fase, in tempo di coronavirus, come risponde l'isola che vive di mono economia turistica? Gli arrivi fanno sperare in un futuro più roseo, sono crescita. Ma c’è chi, nelle prime battute di turismo, fa notare che sulla terza isola d'Italia, l'Elba, «il territorio non è stato curato a dovere per l'accoglienza».
Lo ha affermato Marcello Bargellini, vice presidente della Confesercenti dello Scoglio. E il suo collega Mauro Quercioli ammette: «Gli operatori commerciali sono molto prudenti, non fanno scorte massicce stante le presenze limitate di clienti».
Franca Rosso, presidente della Confcommercio lancia un pressante appello: «Fondamentale è curare la sicurezza anti contagio da Covid-19: ci vogliono precisi controlli sanitari sui dipendenti». La presidente afferma anche che «la situazione comincia a ripartire ma non c'è una corsa, siamo ancora bassini rispetto al passato, ma cominciano a vedere prenotazioni per luglio-agosto. Hanno lavorato meglio di tutti, per ora, gli appartamenti che vengono dati in affitto: sono i più richiesti, ma piano piano stiamo ripartendo. Le attività di ristorazione nel weekend lavorano abbastanza, ovviamente non ai ritmi del 2019. Una stagione un po' sottotono. Non avremo, prevedo, il tutto esaurito e poi bisognerebbe recuperare in coda all'anno, ciò che si è perso finora. Tireremo le somme a fine anno, sta a noi creare iniziative per lavorare molto di più nella bassa stagione, per riuscire ad arrivare fino all'epifania con certi flussi. Ma molto importante è – conclude – che ci sia il controllo della sicurezza al massimo. Gli operatori turistici devono fare i test sierologici a tutto il proprio organico in modo da avere un monitoraggio continuo della situazione. Dobbiamo essere sicuri che chi è in servizio, stagionali compresi, siano senza contagio. È il modo migliore per garantire la sicurezza sanitaria in questo periodo delicato».
Di certo vanno osservate le regole in modo ferreo per evitare nuovi focolai in un'Elba per ora esente da Covid-19. Bargellini, vice di Franco De Simone della Confesercenti elbana, valuta la situazione: «La crescita è ancora piuttosto debole nonostante la riapertura di tutti i servizi o quasi dai primi di giugno. I nostri commercianti – dice al Tirreno – sono pronti e vogliono tornare in piena attività, ma la realtà è ben diversa. Non ci sono ancora flussi validi, a parte i clienti elbani abituali, i turisti sono arrivati in maniera ridotta. Ad esempio valuto che i bar, le pasticcerie, al mattino lavorino al 50% , poi magari la sera si va di più a prendere l'aperitivo. Del resto diversi alberghi ancora sono chiusi, apriranno a breve e per quanto riguarda la persone che vengono da altre regioni, posso stimare che ci sia un rapporto di 1 a 10. Flussi scarsi per l'Elba. Ma i commercianti non disperano. Purtroppo – conclude – non è pronto il territorio, non è stato curato a dovere per la giusta accoglienza del turismo».
Come dire che i sindaci e la provincia sono colpevoli di non aver attivato un restyling dell'isola. A Bargellini fa eco Mauro Quercioli, pure lui vice della Confesercenti: «Sono titolare della Standar Casa a Portoferraio – dice – dagli acquisti che fanno da me i gestori delle attività, dopo la riapertura, noto che i campeggiatori, risonatori, albergatori e tutti gli altri, stanno facendo una politica di risparmio e di allontanamento nel tempo di quello che sono i loro acquisti. Questo perché in concreto esiste un certo movimento solo al sabato e negli altri giorni tutto è fermo. Quindi evitano di accumulare troppi materiali. Un esempio: una struttura importante che acquista 72 calici per fare aperitivi ne ha presi solo 24 e così fanno gli altri. Ci si prepara al minimo stante la situazione al ribasso. Un segnale molto negativo in rapporto agli anni passati. Chi nel 2019 aveva acquistato 10.000 euro di materiali, ora non arriva a spendere 2 mila euro. C'è incertezza e così si acquista all'ultimo momento». Franco De Simone porta notizie più confortanti. «Abbiamo dati in fase di studio; ci dicono che pare di registrare richieste di prenotazioni che sono in linea col passato e forse tendono ad andare oltre. Ad esame completato diremo meglio. E notiamo che cresce l'interesse per l'Elba da regioni che nel passato non si erano affacciati da noi». Una stagione da valutare giorno per giorno, dunque. —
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