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Un progetto della Gat per ridurre la plastica partecipa a un concorso

Un progetto della Gat per ridurre la plastica partecipa a un concorso

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ambiente

Anche l’Elba, attraverso la Gat, partecipa all’iniziativa dell’associazione Beyond Plastic Med (BeMed), sostenuta dalle fondazioni Prince Albert II of Monaco, Tara Ocean, Surfrider Foundation Europe, Iucn e dalla Fondazione Mava, denominata “Call for projects to reduce plastic pollution in the Mediterranean islands”. Essa mira alla presentazione di candidature di progetti che abbiano l’obiettivo di ridurre l'inquinamento da plastica nelle isole del Mediterraneo. La Gat spedirà entro la giornata del 21 giugno il progetto denominato “Elfi, Elba Litter Fishing”.

Il consiglio comunale di Capoliveri, in qualità di ente capofila della Gat, ha dato incarico alla funzionaria Irene Nicotra, di provvedere all’espletamento delle attività e delle procedure necessarie per la presentazione del lavoro. Saranno ammessi progetti che replichino esperienze realizzate in precedenza dai Comuni dell’Isola per lo sviluppo strategico del territorio. Sviluppo strategico che dovrà essere inserito in un pacchetto di azioni che perseguano l’obiettivo di rendere l’isola al cento per cento “plastic-free” in coerenza con le strategie europee per la tutela dell’ambiente marino e in particolare la Direttiva europea “Marine Strategy Framework Directive”. «L’importo totale – si legge nella delibera che è stata recentemente approvata dalla giunta Gelsi - del budget di progetto della proposta ammonta a 150mila euro, di cui cento mila euro quale cofinanziamento BeMed e cinquantamila euro quale cofinanziamento in risorse umane, spese generali e altre risorse interne senza che queste determinino ulteriori impegni di spesa in bilancio da parte del soggetto proponente, in coerenza con le indicazioni del bando».

È dal 2019 che si comincia a parlare di Elba ‘plastic free’. Hanno cominciato a proporla Legambiente e Parco nazionale, proibendo l’uso e la distribuzione della plastica monouso. Seguiti da Marciana Marina e poi a poco a poco dagli altri enti elbani, considerando che l’Isola d’Elba trae dal mare e dalla natura da sempre cultura, tradizioni e ricchezza. Gli enti locali non potevano rimanere indifferenti di fronte a un pericolo incombente dovuto al degrado ambientale. In questa maniera, la maggiore isola della Toscana è stata tra i primi territori italiani a iniziare la battaglia contro la plastica. —

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