Sicurezza
Produttori agricoli Solidarietà dal campo attraverso SpesAmica
Frutta e verdura donate e distribuite a chi è in difficoltà Più di 250 persone aiutate durante l’emergenza covid
campiglia
L’auto della Consulta del sociale arriva al punto vendita di un’azienda agricola locale dove i volontari caricano casse di frutta e verdura in cambio di un grazie al produttore. E poi via verso il magazzino Avis in via dell’Unità per lo smistamento e la consegna. Il presidente della Consulta Niziano Nannini, volontario Croce rossa, e quello di Avis Renato Capitani nel ringraziare per le donazioni le aziende agricole danno i numeri del progetto SpesAmica messo in piedi dal Comune: «Con l’apporto di Avis, Auser, Croce rossa e tante altre associazioni siamo riusciti ad aiutare oltre 250 persone in questo periodo di crisi».
A ringraziare della collaborazione i produttori la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati, il presidente provinciale Cia Pierpaolo Pasquini e il vicepresidente provinciale Coldiretti Matteo Serravalle. «Un ringraziamento ai produttori agricoli aderenti a Cia e Coldiretti per SpesAmica, che fin dall’inizio di questo progetto hanno donato importanti quantità di prodotti freschi – dice Ticciati –. Con loro e le nostre associazioni, che hanno dato prova di una bellissima solidarietà, siamo riusciti a rispondere alle famiglie in disagio alimentare per la perdita o sospensione del lavoro». «Ben volentieri abbiamo raccolto l’invito a partecipare al progetto – afferma Pasquini –. Cerchiamo in tutti i modi di portare il nostro contributo continuando a lavorare e a produrre per tutta la popolazione in questo difficile periodo e di mettere anche a disposizione i prodotti gratuitamente per chi ne ha bisogno. Tra l’altro nei periodi di massima produzione una quantità rischia di essere sprecata mentre attraverso questi progetti si eliminano spreco e disagio alimentare». E il vicepresidente Coldiretti Serravalle: «Siamo contenti si aver portato avanti questa iniziativa con il progetto del Comune di Campiglia Marittima. C’è sembrato doverono che le nostre imprese, in un momento cosi difficile, dessero il loro contributo al territorio e alle famiglie più bisognose. Dopo alcuni passaggi con l’amministrazione comunale, durante i quali abbiamo approfondito il tema e capito la difficoltà, ci siamo attivati e siamo riusciti a fare questa campagna di donazione». —
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