Il Tirreno

il braccio di ferro sul carburante  

«Una soluzione definitiva per la benzina, il governo intervenga per tutelare l’Elba»

«Una soluzione definitiva per la benzina, il governo intervenga per tutelare l’Elba»

Il sindaco Zini chiede aiuto al ministro Patuanelli e al presidente della Regione Rossi: «Va difeso l’interesse pubblico»

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PORTOFERRAIO

Una soluzione stabile per l’approvvigionamento della benzina all’isola d’Elba. Che dia garanzie ai cittadini, in modo che non accada più il mezzo disastro delle settimane scorse, quando buona parte dei distributori sono rimasti a secco per colpa dello scontro commerciale tra le compagnie.

È quello che il sindaco di Portoferraio Angelo Zini, in rappresentanza della conferenza dei sindaci, ha chiesto in maniera formale al governo e alla Regione Toscana. Il primo cittadino, infatti, ha inviato nelle ore scorse una lettera al ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, oltre che a tutte le istituzioni coinvolte e alle compagnie coinvolte, a vario titolo, nel benzina gate.

«La ripartenza, dopo il lungo lockdown, ha posto l'Isola d'Elba di fronte ad una imprevista emergenza legata all'approvvigionamento di carburanti e benzina per autotrazione – racconta Zini nella sua lettera – la scelta strategica di carattere commerciale ed economico di alcune compagnie di cambiare l'assetto logistico per il rifornimento dei propri distributori sull'Isola ha creato una situazione di blocco, non avendo ancora ottenuto l'autorizzazione per percorsi diversi dall'utilizzo del deposito costiero presente a Portoferraio. In sostanza il sistema tradizionale che prevedeva il trasferimento dei prodotti da Livorno all'Isola d'Elba mediante nave cisterna, l'utilizzo del deposito costiero e la successiva consegna ai distributori stradali e marini si è interrotto ma, al contempo, non è definito il sistema alternativo di trasferimento dei prodotti con autocisterne a bordo di navi dedicate. La motivazione che viene addotta per il cambio di assetto è che non sono più sostenibili i costi del sistema tradizionale che portano i prezzi alla pompa a livelli fuori mercato».

La situazione, raccontata nei giorni scorsi dal Tirreno, è delicata. E, nonostante i rifornimenti siano arrivati negli ultimi giorni con delle corse occasionali autorizzate dall’Autorità portuale di sistema, la soluzione definitiva è ancora lontana.

«Quest'anno – prosegue Zini – per i motivi legati all'epidemia Covid-19, non sarà la stessa stagione, ma comunque una stagione ci sarà e si farà: come sarà possibile gestire, anche dal punto di vista dell'ordine pubblico oltre che di promozione del territorio, periodi in cui i distributori esporranno il cartello “benzina esaurita” come già successo nei giorni scorsi? Le amministrazioni dell'Isola d'Elba stanno monitorando con apprensione costantemente l'evolversi della situazione: il Prefetto di Livorno, l'Autorità di sistema portuale dell'Alto Tirreno, le Autorità marittime, tutti stanno dando il loro prezioso contributo perché la criticità non si trasformi in emergenza. Tuttavia è improcrastinabile un'iniziativa di carattere istituzionale e delle autorità di Governo perché si giunga a definire una soluzione stabile. Altrettanto indispensabile che tutti gli operatori privati coinvolti facciano valere, oltre che il loro legittimo interesse privato anche l'altrettanto e più forte interesse pubblico». Sono tre i punti chiave, alla base dell’interesse pubblico citato da Zini: «la garanzia assoluta di approvvigionamento e rifornimento di carburanti e benzina per autotrazione sull'Isola d'Elba per 365 giorni l'anno; il rispetto e garanzia di ogni forma di sicurezza e di prevenzione di pericolo per la pubblica incolumità nei trasporti via mare, nei depositi commerciali, nelle operazioni portuali e nel trasporto per l'Elba e sull'Elba dei prodotti petroliferi e gas; creare le condizioni di logistica e commerciali affinché i prodotti petroliferi per autotrazione alla pompa sull'Elba abbiano lo stesso prezzo del continente».

Per questo Zini e i colleghi elbani chiedono un intervento forte al Governo e alla Regione, «con le rispettive competenze ma anche con le rispettive autorità». —

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