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Fotovoltaico Bocche di Cornia «Serve una revisione radicale»

Fotovoltaico Bocche di Cornia «Serve una revisione radicale»

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piombino

Una revisione radicale del progetto. è quanto chiede il circolo Val di Cornia di Legambiente in merito al progetto di maxi impianto fotovoltaico, capace di produrre 50, 8 MWh all’anno, che insiste su 66 ettari di terreni coltivati a seminativo in zona Bocche di Cornia targato Solar Energy Sette Srl, società controllata dal colosso spagnolo delle energie rinnovabili Solarig. «Chiediamo che il progetto sia radicalmente rivisto, allontanato dalle abitazioni, schermato da vegetazione arborea e che sia fortemente integrato ad attività agricole, rilanciando questo settore con un vero progetto di coltivazione integrata», affermano gli esponenti locali del Cigno verde nele osservazioni inviate al settore valutazione d’impatto ambientale della Regione Toscana, dove il progetto è stato presentato il 29 aprile.

«L’utilizzo di pannelli in copertura di edifici o infrastrutture è sicuramente l’opzione di maggiore compatibilità paesaggistica e ambientale – sottolineano da Legambiente –. Comunque la nostra associazione non è contraria in assoluto ai parchi fotovoltaici a terra anche in area agricola e nel dibattito interno all’associazione a tutti i livelli, locale, regionale e nazionale, l’orientamento è quello di far mettere delle regole sul fotovoltaico a terra». E proseguono: «Crediamo che debba essere rivista la legislazione che regola questa materia del fotovoltaico a terra, con regole stringenti che regolino non solo le distanze dai fabbricati e la schermatura arborea per la mitigazione dell’impatto visivo. Ma anche di impedire che queste superfici siano sottratte all’agricoltura. Regolamentare le superfici massime per azienda agricola, sia in percentuale della superficie aziendale che in valori assoluti, imporre una progettazione che preveda l’utilizzo dei terreni dell’impianto fotovoltaico in una programmazione di piano di sviluppo agricolo. Favorire lo sviluppo di tecniche e tecnologie che permettano la coltivazione integrata con i pannelli fotovoltaici, e questo lo chiamiamo Agrivoltaico. L’Agrivoltaico può risultare un investimento vincente e idoneo a soddisfare i nuovi e ambiziosi requisiti climatico-ambientali a cui il sostegno della Politica agricola comune, cioè contributi di sostegno all’agricoltura, nella programmazione 2021-27, è dichiaratamente finalizzato». —

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