Il Tirreno

dopo il blocco covid/1 

I cinema da oggi possono riaprire, ma i gestori prendono tempo

Francesca Lenzi
I cinema da oggi possono riaprire, ma i gestori prendono tempo

Alla base della decisione ci sono regole ancora rigide e soprattutto la mancanza di nuove pelllicole

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PIOMBINO

Da oggi riaprono i cinema. Almeno da decreto. Che poi in concreto si possa tornare in sala è tutto da vedersi. Sono infatti tanti gli esercenti che hanno deciso di continuare a tenere la saracinesca abbassata anche di fronte al via libera del governo. Perché? In parte per le linee abbastanza rigide sulla sicurezza, rese più accettabili dalle modifiche arrivate negli ultimi giorni rispetto alle normative iniziali.

È soprattutto, però, la mancanza di film nuovi a generare un clima di ulteriore attesa, nell’ambito per di più di una stagione, quella estiva che vede già di per sé una diminuzione di spettatori in sala.

LINEE GUIDA. Le regole post-pandemia prevedono un massimo di 200 spettatori; possono sedere accanto soltanto i familiari e i conviventi, altrimenti vale la regola del metro di distanziamento. Obbligo di mascherina dall’ingresso nel cinema fin quando si occupa il proprio posto, mentre è possibile togliersela durante la proiezione. Questo è il cambiamento più importante, rispetto alle direttive iniziali che consideravano l’uso della mascherina anche durante la visione del film, per una situazione che, oltre al fastidio, avrebbe impedito di fatto la somministrazione di bevande e cibo in sala.

ODEON. «Il problema grosso è che non c’è una distribuzione al momento – afferma Patrizia Gualerci del cinema Odeon, in via Lombroso – La ripresa inizia con i titoli datati, usciti nei mesi anteriori alla pandemia. Ad aprire, quindi, saranno più che altro le arene, i cinema all’aperto che, già per loro natura, hanno tradizionalmente una programmazione sulla stagione precedente. E poi hanno un protocollo sicuramente meno restrittivo rispetto ai cinema al chiuso. Noi, perciò, per ora non riapriamo. Quando lo faremo? Non lo sappiamo. Viviamo giorno per giorno, dipendendo soprattutto dalla distribuzione. Dovrebbe uscire a fine luglio un film d’animazione della Dreamworks e potrebbe essere il primo titolo appetibile della ripartenza. Ma è tutto da vedere, e la tendenza parla di tornare a settembre». Molte produzioni, infatti, hanno posticipato l’uscita in sala all’estate inoltrata o, addirittura, alla prossima stagione. Un esempio è Wonder Woman 1984, inizialmente in uscita a giugno, posticipato ad agosto, infine, spostato direttamente a ottobre. Slitta di un anno, invece, Matrix 4, mentre l’attesissimo Tenet di Christopher Nolan verrà distribuito in Usa il prossimo 31 luglio, per arrivare in Italia a metà settembre. «Fortunatamente almeno la questione della mascherina è stata chiarita, assimilando il contesto del cinema a quello dei ristoranti – riprende Gualerci dell’Odeon – A ogni modo, la situazione resta di difficile gestione e non sono chiarissimi i confini della responsabilità. Quanto alle uscite, è chiaro come le produzioni, dopo aver speso tanti soldi per fare un film, non intendano rischiare proprio ora, in avvio di riapertura. E per noi, aprire con i titoli datati, ha poca convenienza: che senso ha per uno spettatore venire al cinema, al caldo d’estate, per guardare un film che fra poco potrebbe vedere in televisione?».

METROPOLITAN. «È un discorso valido per tutti, anche per noi – interviene Mariagrazia Maggiore, presidente della cooperativa che gestisce il Metropolitan – Non ci sono ancora film in uscita, ma soltanto titoli datati che verranno riproposti all’aperto. Anche noi stiamo cercando di organizzare qualcosa in tal senso. Siamo, infatti, in contatto con l’associazione Riolab che avrebbe lo spazio adatto al parco polivalente a Riotorto. Vedremo. Per il resto, proprio per dare comunque un segnale di ripresa, ripartiremo al chiuso, al Metropolitan, fra qualche giorno, proponendo il ciclo del cinema d’autore, interrotto dalla pandemia. Avevamo una programmazione per marzo e aprile completamente saltata e riprenderemo con quella. Non sappiamo ancora quando, ma entro fine giugno. Il giorno sarà il martedì, con uno spettacolo serale. E il primo film sarà “Qualcosa di meraviglioso”. È un modo per riprendere contatto con i clienti che ci chiedono continuamente quando riapriremo – prosegue Maggiore – e poi speriamo di guadagnare qualcosa per pagare almeno di dipendenti. Purtroppo le distribuzioni non stanno aiutando la ripresa del cinema. I film non escono oppure ci vengono chiesti costi alti. Ad esempio ci era stato detto che non avrebbero preteso il minimo garantito, salvo fare marcia indietro negli ultimissimi giorni. Nell’ambito delle regole in sala, la mascherina fortunatamente si potrà togliere durante la proiezione, posti vicini per familiari e conviventi e distanza per gli altri. Stiamo pensando, per agevolarci anche nella sanificazione e nella visione generale della sala, di fare posti assegnati». E il teatro? «Per quello sarà più difficile ripartire – conclude Maggiore – Abbiamo quasi 700 abbonati e le direttive parlano di un massimo di 200 ingressi, indipendentemente dai posti totali che al Metropolitan sono 860». —

Francesca Lenzi



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