Sicurezza
«Uccidere un serpente innocuo e protetto non è paura, ma solo viltà»
L’intervento di Riccardo Banchi che ha recuperato l’animale Formalizzata la denuncia dai carabinieri forestali di Venturina
il racconto
Uccidere un serpente, istinto atavico, ma anche no.
«L’altra sera dopo le 20,30 – racconta Riccardo Banchi settore lavori pubblici in Comune, grande rispetto e passione per l’ambiente – sono stato contattato dall’amica Annalisa Fossi per un serpentello in via Pisacane seminascosto dietro un pluviale sul marciapiede. Grazie a una sua foto WhatApp – dice – lo identificavo r come colubro di riccioli (coronella girondica), assolutamente innocuo e protetto, assicurando che sarei subito andato a recuperarlo per rilasciarlo in luogo idoneo: strano che l’animale, non comune come ad esempio un biacco, fosse finito in pieno centro. Prossimo ad arrivare con l’amico Milco Tonin, Annalisa mi ha detto tristemente che, nei minuti in cui si era assentata, l’animale era stato ucciso. L’ho recuperato dal cestino – prosegue – dove una ragazza l’aveva posto, nessuno ha saputo dirmi chi fosse il colpevole di questo reato. Poco più di 30 cm di lunghezza (le dimensioni di un orbettino), il gigantesco mostro di Loch Ness aveva la testa schiacciata e l’addome tranciato, immagino da una scarpa e per riflessi incondizionati ancora si muoveva: chi l’ha ucciso non ha agito per timore (ingiustificato), dato che la specie era stata identificata, ma solo per viltà e spregio, alla stregua di chi compie gli atti vandalici che Piombino subisce quasi ogni giorno. Dai carabinieri – conferma Banchi –, sono stato dirottato dai carabinieri forestali di Venturina, dove ho formalizzato la denuncia. Ora l’esemplare, seppur danneggiato, è conservato in una soluzione alcolica al Centro naturalistico di piombino, sede dell’associazione Microcosmo. Non è escluso che possa essere consegnato a La Specola di Firenze. Proprio a giugno 2019, si era tenuto al Centro naturalistico l’evento Herpeton, ciclo di conferenze su rettili e anfibi, con ampio spazio al loro riconoscimento e alle false credenze costruite nei secoli. I serpenti costituiscono un importante anello dell’ecosistema e alcune specie sono indicatore di un buono status dell’ambiente, inclusa peraltro la vipera, anch’essa specie protetta e spesso confusa con la natrice dal collare, la comune biscia d’acqua. La diffidenza verso gli ofidi è un retaggio culturale; la conoscenza è il miglior alleato che ci permette di vivere in sintonia con ciò che ci circonda. La natura è ovunque – conclude Banchi–, ha molteplici forme, ognuna strettamente connessa con l’altra; di essa non possiamo fare a meno, senza neanche esserne coscienti, eppure è in atto un’inconsapevole disconnessione che alla lunga non può che recarci danno». —
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