Il Tirreno

«Bene il possibile aiuto del Governo ma Jsw non può solo chiedere aiuti»

(cloz)
«Bene il possibile aiuto del Governo ma Jsw non può solo chiedere aiuti»

Pioggia di critiche sull’azienda da parte dei sindacati nel videoconfronto. Rfi conferma l’interesse

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PIOMBINO

Nella videoconferenza che ieri ha messo a confronto tutti i soggetti coinvolti nella vicenda Jsw – con la sottosegretaria Alessia Morani il vice capo gabinetto del Mise Giorgio Sorial, rappresentanti della Regione, il sindaco Francesco Ferrari, il commissario Piero Nardi, Rfi, Autorità portuale, ministero dell’Ambiente, Film, Fiom, Uilm e Ugl – l’unico elemento nuovo, o meglio confermato direttamente, è stato quello dell’interesse di Rfi (Rete ferroviaria italiana) a una compartecipazione nell’affare.

Del resto la visita di Morani a Piombino era di appena due giorni fa, così da rendere difficile immaginare sviluppi consistenti. Il Governo resta quindi in attesa fin dai prossimi giorni del piano-ponte promesso da Jsw.

Ieri dunque l’azienda col presidente Virendar Bubbar, ha replicato la richiesta di un aiuto da parte del Governo, ribadendo i problemi di liquidità tali da non consentirle investimenti senza un partner, che lo Stato potrebbe fornirle – in via temporanea – con Cassa depositi e prestiti.

Niente di più, a parte il generico impegno a mantenere i suoi progetti, peraltro senza mai parlare della realizzazione del forno elettrico, indispensabile per qualsiasi progetto di sviluppo.

Sull’azienda si è riversata quindi una pioggia di critiche in particolare dal sindacato, sempre più preoccupato per una situazione che il Covid ha peggiorato ulteriormente, considerando le difficoltà di mercato che riguardano tutto il settore a livello internazionale.

La Fiom (con Mirco Rota coordinatore nazionale, Massimo Braccini, Fiom Toscana e il segretario provinciale David Romagnani) dunque ha sostenuto che la situazione di Piombino, «oltre a essere molto preoccupante, sta diventando inaccettabile». Per i metalmeccanici della Cgil «è evidente la necessità che l’azienda si doti di una governance italiana all’altezza degli impegni che dovrà affrontare e che a oggi risulta del tutto inadeguata. Il Governo - aggiunge - deve porre questa vertenza tra le sue priorità, inserendola a pieno titolo tra gli impegni dell’annunciato piano nazionale per la siderurgia».

Per la Uilm la richiesta di aiuti economici al Governo italiano da parte di Jsw è «sconcertante, a fronte di una mancata presentazione del piano industriale per il rilancio del sito di Piombino».

«Dal momento dell’acquisizione nel 2018 fino a oggi - hanno dichiarato Guglielmo Gambardella, responsabile nazionale Uilm del settore siderurgico, e Lorenzo Fusco, segretario provinciale Uilm – sono stati disattesi tutti gli impegni dell’azienda su investimenti impiantistici, continuità e sviluppo produttivo, sviluppo commerciale e progettualità della logistica portuale». Uilm però valuta positivamente «la disponibilità del Governo a supportare finanziariamente sia la fase contingente, anche attraverso una partecipazione pubblica nell’azionariato societario, che quella di sviluppo».

Paolo Cappelli e Fausto Fagioli per la Fim hanno criticato le parole del management «in cui si chiedono solo aiuti senza indicare quali sono gli interventi e gli investimenti che intende apportare a Piombino, in modo particolare sui treni di laminazione, la fattibilità del forno elettrico e gli investimenti per il potenziamento del settore logistico».

Fim invece ha «apprezzato sia i passi avanti dichiarati dal ministero dell'Ambiente sugli interventi di bonifica e messa in sicurezza della falda per un imminente progetto esecutivo, sia le parole della sottosegretaria Morani che conferma l'inserimento di Piombino in un piano strategico per la siderurgia italiana e la partecipazione provvisoria di Cassa depositi e prestiti al capitale di Jsw Italy subordinata alla presentazione di un piano industriale con scadenze precise».

Infine il segretario nazionale di Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, e il vice segretario nazionale con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli, hanno affermato che «i punti sottolineati dalla proprietà durante l’incontro destano grandissime preoccupazione, basti pensare al rinvio degli investimenti e degli smantellamenti, che denunciano la mancanza di prospettive e di futuro, dopo due anni di incertezze gestionali». —

(cloz)

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