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Otello è 2.0, gestione dello storico ristorante alla Nuova Giovanile

annalisa mastellone
Otello è 2.0, gestione dello storico ristorante alla Nuova Giovanile

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In una cena dedicata nel nuovo Otello 2. 0 la sera del 10 giugno c’è stato il simbolico passaggio di consegne tra la famiglia Benedetti e la Nuova Giovanile società cooperativa che ha preso in gestione lo storico ristorante Otello. Una decisione sofferta, quella di lasciare l’attività, che Sergio Benedetti ha preso dopo 86 anni di conduzione da parte della sua famiglia: suo babbo Otello e mamma Giovanna crearono il ristorante nel 1934, poi nel 1982 ne prese le redini lui con la moglie Adriana e i figli Leonardo e Alberto. Ora al timone c’è una nuova squadra.

«Abbiamo deciso da tempo di diversificare le nostre attività affiancando ai classici servizi in appalto, su cui siamo cresciuti molto in qualità e quantità, le gestioni dirette». Così il presidente della Nuova Giovanile Matteo Tortolini inquadra la scelta di prendere le redini dello storico Otello. Che aggiunge: «Sulla ristorazione puntiamo sulla qualità dei prodotti, su personale specializzato e del territorio che ha deciso di scommettere con noi, in più abbiamo attivato un progetto di inserimento lavorativo alla plonge come timbratura sociale di un’offerta che comunque punta tutto sulla qualità».

Otello ha fatto la storia di Venturina, è un patrimonio importante per la ristorazione locale. Cosa che ha di sicuro un peso per chi è subentrato e deve portarne avanti il nome nel segno del rinnovamento. «È un’eredità importantissima che cercheremo di valorizzare con impegno, lavoro e massima dedizione – dice Tortolini –. Naturalmente abbiamo introdotto delle novità per sfruttare al meglio gli ampi spazi che abbiamo in dote, la bellissima veranda immersa nel verde e il parcheggio privato. Vogliamo dare anche un contributo, insieme a tutte le altre attività, al rilancio commerciale del territorio stando aperti 7 giorni su 7. Noi, per chi non lo sapesse, non siamo un’associazione, siamo una società in cui il lavoro è svolto in prevalenza dai soci e conseguentemente recuperiamo risorse sull’Ires, per il resto paghiamo come tutti i contributi, il Tfr, la tredicesima, l’Irap, le addizionali non godendo di alcuna agevolazione che non sia prevista anche per tutte le altre attività d’impresa». Aprire in questo periodo di emergenza sanitaria è senza dubbio complesso e coraggioso. La Nuova Giovanile si è lanciata in questa sfida. «La situazione è indubbiamente complessa – sostiene il presidente della cooperativa –. Le presenze turistiche caleranno drasticamente e le norme anche comprensibili di distanziamento sociale si uniranno a una dimensione psicologica della fruizione delle pubbliche attività che ancora non ha ripreso la normalità. Su Campiglia è stato svolto un ottimo lavoro dalle categorie e dalle Attività Unite, insieme all’amministrazione comunale, per ridurre i costi fissi delle utenze e comunque per contribuire al sostegno degli esercizi che soffrono più di altri questa fase».

La Nuova Giovanile ha numeri importanti. «Abbiamo puntato sulla crescita qualitativa e quantitativa, sull’innovazione e su un controllo di gestione da impresa vera – afferma Tortolini –. Lavoriamo nei servizi di base privati e pubblici nel turismo, nella gestione di teatri, edilizia, housekeeping, sanificazioni, pulizie civili e industriali, manutenzione verde. Abbiamo nel nostro vivaio il cuore della nostra missione sociale di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Quest’anno dopo il lavoro degli ultimi 3 anni arriveremo a raddoppiare il fatturato arrivando ai 5 milioni di euro. Siamo 120 persone fisse e con gli stagionali superiamo strutturalmente i 250 addetti». —

annalisa mastellone

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