Il Tirreno

il caso 

Dallo spaccio nel bosco ai furti Cittadini esasperati al Masseto

M.M.
Dallo spaccio nel bosco ai furti Cittadini esasperati al Masseto

«La situazione è insostenibile, anche per la nostra sicurezza personale» A sparire batterie delle auto e dei trattori, bombole di Gpl e attrezzi da cucina

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CAMPIGLIA

Spaccio nel bosco. In zona Masseto, decine di ettari di macchia mediterranea tra San Vincenzo e Campiglia Marittima. E lungo la via di Botramarmi. Il fenomeno tra alti e bassi va vanti da anni. Chi vive o ha un appezzamento di terra in zona è esasperato. C’è il corriere che rifornisce e chi se ne sta protetto nel folto del bosco per uscire allo scoperto solo al momento della consegna al cliente. E la clientela non sembra mancare visto che nonostante i blitz che in passato hanno portato a vari arresti e condanne qui si continua a spacciare. E chi si accampa ha bisogno di attrezzi per campeggiare.

A dimostrarlo sono i ripetuti furti ai danni dei proprietari di annessi agricoli che confinano con quel polmone verde. Chi è costretto a questa convivenza forzata non ha dubbi sugli autori delle incursioni nelle loro proprietà.

Non si contano le denunce alle forze dell’ordine. Spariscono batterie da trattore o auto, bombole piene di Gpl, coltelli, pentole e numerosi altri oggetti. Non si sono neppure fatti scrupolo a scassinare un camper parcheggiato all’interno di un giardino recintato, e a pochi passi dall’abitazione, per prendersi gli attrezzi da cucina di cui avevano bisogno.

I furti danno la misura di una situazione che preoccupa chi vive in questa zona di campagna o ha un piccolo appezzamento di terra. Insomma, a sentire i racconti di chi abita qui l’esasperazione è tanta. «La situazione è divenuta insostenibile, anche per la nostra sicurezza personale».

Che cosa chiedono? Ciò che da sempre serve a bruciare una piazza di spaccio. Controlli frequenti per disturbare continuamente l’attività dei malviventi, rendendo non conveniente né spacciare né acquistare droga. «L’incertezza e anche una certa paura ormai convivono con noi, perché non sappiamo che cosa un domani potrà succedere», dice una delle persone che abita in questa zona finita al centro dei giri di spaccio di droga. I segni nel bosco di accampamenti di fortuna non mancano. Preoccupa anche l’uso di fornelli a gas all’interno del fitto della vegetazione, visto che sono tra le attrezzature finite nel mirino delle incursioni negli annessi agricoli. «Chiediamo un deciso intervento da chi è preposto a ciò – dicono –, al fine di poter ritrovare quella serenità di vita che ci ha accompagnato negli ultimi venti anni e che come cittadini avremmo il diritto di avere». — M.M.

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di Redazione web