Sicurezza
Caccia alla verde tra razionamenti e pompe a secco
PORTOFERRAIO
«Il pieno, grazie». «No, guardi. Al massimo le posso fare 10 euro». Sembra uno scherzo e invece è quello che è accaduto ieri mattina al distributore Barontini di Portoferraio, uno dei pochissimi sul territorio elbano ad aver iniziato la giornata con un po’ di benzina verde. Per accontentare un po’ tutti e per non disperdere in poche ore la scorta residua, i titolari del distributore hanno deciso di mettere un tetto di 10 euro ai rifornimenti. Un razionamento necessario, vista l’emergenza in corso. Pare incredibile, ma all’inizio della stagione turistica l’isola si trova alle prese con la crisi del carburante, dovuta allo scontro commerciale tra le compagnie. Sono le 9, quando al distributore Barontini di Carpani arrivano alla spicciolata automobilisti in arrivo anche da altre zone dell’Elba. La ditta elbana, a quell’ora, è l’unica con una scorta di benzina verde dopo che, martedì notte, ha caricato l’unico mezzo dotato di ganci regolamentari a bordo della motonave Billton, mentre i quatto bilici della Beyfin sono rimasti a terra. La mattina è un via vai di macchine. Tanti residenti che prima si sono imbattuti in qualche pompa chiusa, con un cartello con scritto “benzina esaurita”. «Sembra di essere tornati ai tempi del Calimero – spiega un portoferraiese in attesa di fare il rifornimento – quando aspettavamo giorni l’arrivo del mezzo con il carburante».
La guerra commerciale tra autorizzazioni rilasciate e negate, ganci non omologati, contratti e scaduti, in questa fase, danneggia tutti, compresi i pochissimi che hanno la benzina: «I costi sono lievitati – spiegano da un distributore – stiamo provando a garantire un servizio essenziale senza alcun guadagno». Ma di certo sono i cittadini ad avere la peggio: per fare benzina devono fare una sorta di caccia al tesoro per pagare una cifra di oltre 1,5 euro al litro rispetto a un prezzo medio settimanale nazionale di 1,371. Solo nella tarda mattinata di ieri l’emergenza è in parte rientrata, dopo che Eni ha autorizzato Elbana Petroli a distribuire la benzina in giacenza nel deposito, rifornendo i propri distributori. La speranza è non vedere più quei beffardi cartelli con scritto «Esaurita». —
Luigi Cignoni
Luca Centini
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