Gioco
Morani: «Governo pronto a sostenere Jsw ma solo con impegni precisi di Jindal»
Intanto circola con insistenza il nome di Marco Carrai, presidente di Toscana aeroporti, per la carica di amministratore delegato
Cristiano Lozito/ / PIOMBINO
Il Governo per bocca della sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessia Morani conferma «l’importanza di Piombino in un piano nazionale dell’acciaio che dovrà essere pronto entro settembre, per tornare a una piena occupazione e a produrre come un tempo. Il nostro impegno su questa vertenza è massimo: la mole di risorse stanziate da Governo e Regione, intorno ai 100 milioni, dà la dimensione di quanto per noi sia strategico questo sito». Jsw quindi «potrà essere sostenuto da Cassa depositi e prestiti – ha sostenuto Morani – ma solo a fronte di un impegno preciso da parte di Jindal, da verificare nel piano industriale che attendiamo a breve, e nel quale ci aspettiamo di conoscere le prospettive future con la conferma degli investimenti».
Rispetto a una partecipazione di Rete ferroviaria italiana al progetto indiano, la sottosegretaria ha spiegato invece di «non potersi esprimere prima di verifiche politiche e imprenditoriali», annunciando però di essere al lavoro col ministero delle Infrastrutture «perché la produzione di rotaie per Rfi possa essere incrementata, nel rispetto delle normative italiane ed europee».
Morani, che ha visitato lo stabilimento insieme al presidente della Regione Enrico Rossi, al commissario straordinario Piero Nardi e al consigliere regionale Gianni Anselmi ha ribadito quindi l’impegno da parte del Governo, ma non al buio, anche nel confronto con i vertici aziendali, rappresentati dal presidente Virendar Bubbar.
Certo è che quello atteso in tempi rapidi da parte dell’azienda – come aveva già anticipato il presidente Rossi – sarà solo un piano ponte, da cui Morani si attende però «un progetto per superare il momento critico, con un anno di respiro per arrivare poi alla realizzazione di un forno elettrico nel giro di 2-3 anni».
L’ipotesi è quella di un piano in tempi brevi per effettuare gli investimenti più volte annunciati ma mai realizzati sui treni di laminazione, «non più rinviabili» secondo Morani, indispensabili per l’attuale condizione degli impianti, con l’aiuto fornito da Cdp a un’azienda che denuncia forti problemi di liquidità anche per la difficile situazione che il gruppo indiano vive nel suo paese. Ma ci sono anche le bonifiche e gli smantellamenti: la sottosegretaria ha visitato lo stabilimento e ha definito «impressionante l’area da bonificare, un impegno che deve andare di pari passo con gli investimenti».
Sul problema del costo dell’energia Morani ha sostenuto che anche in questo caso «si attendono i progetti di Jindal, per capire quanto e cosa vuole produrre», e che comunque «ci sarà una soluzione per tutti i produttori siderurgici». La sottosegretaria infine ha speso parole di grande stima per Nardi, «un uomo di straordinaria affidabilità e serietà», confermando che «se sarà necessario valuteremo la possibilità di prorogare il periodo di sorveglianza», in scadenza alla fine di luglio.
Evidente in una fase così confusa anche un problema di management, in un’azienda che di fatto non ha più un esperto siderurgico alla guida dai tempi del siluramento dell’Ad Fausto Azzi, avvenuta un anno fa. Il nome che circola con insistenza per assumere la guida dell’azienda è quello di Marco Carrai, presidente di Toscana aeroporti, già nel cda di Jsw steel Italy. Non un siderurgico, dunque, ma certo un manager capace di portare in dote importanti relazioni nel mondo politico e finanziario.
Per il presidente Rossi «la sottosegretaria Morani sta mostrando l’atteggiamento giusto. In dieci anni, da quando mi occupo delle acciaierie di Piombino, è la seconda volta che un esponente del Governo viene, fa una visita, ascolta e cerca di capire quali sono i problemi. Questo mi fa ben sperare bene per il futuro».
Rossi si è detto convinto che «una presenza dello Stato nei settori strategici dell’industria nazionale è necessaria, se ne discute anche in Europa». Il presidente però reclama il mantenimento degli impegni: «L’anno scorso ad agosto – ricorda – la Regione ha fatto le corse per garantire i permessi che avrebbero dovuto permettere un investimento dell’azienda da 30 milioni per la tempra delle rotaie. La nostra parte l’abbiamo fatta, ma quell’investimento ancora non l’abbiamo visto. Siamo anche disposti a dare contributi, oltre che sulle bonifiche, pure per interventi di carattere ambientale. Ma ci deve essere anche impegno da parte dell’azienda». E l’ingresso nella compagine societaria di Cdp «potrebbe finalmente consentire un controllo sullo sviluppo dei progetti che al momento non è quello che avremmo desiderato». —
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