Italia
Dissalatore di Mola, i sindaci puntano il dito su Capoliveri
Il continente invia 5 milioni di metri cubi di acqua all’anno all’Isola d’Elba «C’è il rischio di un grave danno per ripensamenti e posizioni personali»
CAMPIGLIA.Traguardano l’Elba i sindaci della Val di Cornia. E puntano la lente sulla battaglia a suon di ordinanze, ricorsi e controricorsi al Tar ingaggiata dal Comune di Capoliveri e che tiene in scacco il cantiere allestito da Asa per la costruzione del dissalatore di Mola. Nei giorni scorsi l’Autorità idrica della Toscana ha lanciato un appello a tutti i sindaci dell’Isola, affinché sostengano il dissalatore e non lascino che l’opera – considerata strategica – sia lasciata solo alle carte bollate.
«Le falde acquifere della Val di Cornia non godono di ottima salute, con un deficit idrico aggravato dalla salinizzazione della falda». È la premessa da cui partono i sindaci Francesco Ferrari di Piombino, Alberta Ticciati di Campiglia Marittima, Alessandro Bandini di San Vincenzo, Jessica Pasquini di Suvereto, Alessandro Scalzini di Sassetta e Francesco Govi di Monteverdi Marittimo. Che proseguono: «Da alcuni anni sono in corso studi e pratiche per favorire la ricarica di queste falde e diminuire i prelievi, anche recuperando le acque reflue dei depuratori per uso irriguo, che non si sono dimostrati però sufficienti a risolvere il problema della scarsità di risorsa per i numerosi utilizzi necessari (civile, industriale, artigianale, agricolo). In questo quadro si inserisce anche il prelievo di acqua da parte dell’Isola d’Elba che da un lato acuisce i problemi del continente, dall’altro lato crea una pericolosa dipendenza dell’isola ad una condotta vecchia circa 30 anni che è l’unica via, con tutte le criticità del caso, di approvvigionamento idrico di quel territorio».
Il dissalatore di Mola è ritenuto «uno strumento fondamentale e irrinunciabile non soltanto per un Comune, piuttosto che per un altro, ma per l’intera Isola d’Elba e per tutta la Val di Cornia. In gioco c’è la tenuta di un intero sistema produttivo, civile, turistico, di largo respiro, che comprende comunità diverse che insieme raccolgono circa 100.000 abitanti che nel periodo estivo quadruplicano. I ritardi nella realizzazione del dissalatore, opera che consentirebbe di risparmiare almeno 2 milioni di metri cubi all’anno degli attuali 5 milioni che sono attualmente prelevati dalle falde della Val di Cornia e trasferiti all’Elba per mezzo della condotta sottomarina, non sono più accettabili, come non è accettabile il rischio, oltre quello di approvvigionamento idrico, di perdere la copertura finanziaria di circa 15 milioni di euro, tramite la tariffa e soprattutto tramite fondi pubblici messi a disposizione da Governo e Regione, se l’opera non sarà realizzata entro il 2021».
Un quadro che potrebbe essere aggravato «dall’azione che l’Autorità idrica Toscana ha messo in campo, cioè l’eventuale blocco dei nuovi allacci alla rete idrica in tutti i comuni della Val di Cornia e dell’Elba, la paralisi economico-produttiva di un’intera area. Non è davvero accettabile che le scelte di un territorio danneggino gli altri, a maggior ragione avendo condiviso un percorso che all’improvviso si decide di interrompere – sottolineano i sei sindaci a una sola voce –. Sia dato rapidamente corso alle decisioni che tutti i firmatari dell’Accordo di programma del 2011 hanno preso a favore della realizzazione dell’impianto di Mola, che ha visto completato il suo complesso iter amministrativo nel 2017 con tutte le necessarie verifiche e autorizzazioni di natura ambientale, paesaggistica e urbanistica, e l’Autorità idrica revochi il blocco degli allacci». E concludono: «Non possiamo tollerare che i nostri territori subiscano un così grave danno per ripensamenti e posizioni personali brandite a rischio di un servizio essenziale come quello idrico. Siamo pronti a ogni azione a tutela del nostri cittadini e delle nostre attività. Questo scenario d’incertezza rischia di provocare gravi danni socio economici ai nostri territori, già provati da un contesto particolarmente critico che affligge l’intero Paese». —
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