Il Tirreno

«Dal cda della coop l’Ormeggio la peggiore strumentalizzazione»

I 5 stelle e le richieste di ampliamento del porto 

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PIOMBINO

Non è piaciuta ai 5 Stelle la presa di posizione del cda della cooperativa “L’ormeggio”, pubblicata sulla nostra edizione di ieri, e in particolare il passaggio in cui si diceva che «i soci in lista di attesa, sarebbero disposti a finanziare con denaro privato l’ampliamento».

«La cosa è del tutto legittima – scrivono in una nota i 5 Stelle – ma non capiamo come questa cosa possa essere portata a supporto dell’opera. Ci teniamo a sottolineare che la cooperativa non è in possesso di alcun titolo edilizio, né tantomeno esiste una previsione in tal senso negli strumenti urbanistici scaduti e in fase di rinnovo. Viene spontaneo chiedersi se in qualche modo la cooperativa abbia avuto delle garanzie di tipo politico tali da giustificare il suo atteggiamento tracotante, quindi sarebbe opportuno che la maggioranza prendesse una posizione netta su questa vicenda, ma per togliersi questo dubbio basterà aspettare il prossimo consiglio comunale, dove verrà discussa la nostra mozione per il no all’ampliamento».

«Se la cooperativa “L’ormeggio” vuole permettersi di attaccare una forza politica che rappresenta 2.000 cittadini di questo territorio – proseguono i pentastellati – peraltro usando termini come “patetico” e “puerile”, se vuole influire sul futuro assetto e vocazione del territorio, se vuole programmare lo sviluppo economico della città, se vuole incidere su temi che sono di pertinenza esclusiva del consiglio comunale, che formi una lista e si candidi alle prossime elezioni amministrative».

Per i 5 Stelle i dirigenti dell’Ormeggio «sono già avvezzi all’utilizzo di strumentalizzazioni degne della politica peggiore, come per esempio quando lasciano intendere che il Movimento 5 Stelle auspica la demolizione dell’attuale porto, quando invece abbiamo nettamente sottolineato che tale ipotesi è oggettivamente impossibile. Ciò non toglie che non si risolve il problema di un’opera rivelatasi nel tempo sbagliata, ampliandone l’incidenza sul territorio. L’evidenza del fatto che un singolo soggetto privato non debba influire nella programmazione territoriale, sta tutta nell’affermazione contenuta nel comunicato secondo la quale una spiaggia di 200 metri scarsi di lunghezza, per 20 di profondità, non possa soddisfare le esigenze di tutta la città».

«In una visione organica e programmatica del territorio – concludono i pentastellati – la spiaggia di Salivoli rappresenta il tassello più importante di un sistema di piccole aree balneabili urbane che possono dirottare le già numerose presenze turistiche verso la città, con conseguente sviluppo del tessuto ricettivo e commerciale. Aspettiamo con ansia di sapere quali benefici in tal senso abbia portato il porto di Salivoli in 20 anni». —



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