Il Tirreno

dopo il colpo al bancomat 

Riotorto senza Posta, si cercano soluzioni

V.P.
Riotorto senza Posta, si cercano soluzioni

Nel caso in cui il ripristino del locale richiedesse tempo il presidente del Quartiere punta ad una risposta transitoria

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RIOTORTO

Nessuna novità dalle indagini in corso da parte dei Carabinieri, per risalire agli esecutori del colpo alle Poste avvenuto nella notte tra sabato e domenica facendo saltare il bancomat.

Stesse modalità, di lì a poco, all’ufficio postale di Roselle. Bottino complessivo, circa 70 mila euro.

Qualcosa sugli autori della doppia azione criminale potrà emergere dalla visione dei filmati delle telecamere installate nelle due sedi postali. Resta il fatto che anche a Riotorto l’accaduto ha destato apprensione tra i cittadini. Difficile dimenticare quel boato e non pensare alle conseguenze ancor più gravi che avrebbe potuto avere.

Contemporaneamente gli abitanti si trovano ad essere sprovvisti di un servizio importante.

Il presidente del Consiglio di quartiere, Enrico Nanni, si sta interessando con la giunta per fare in modo che eventuali soluzioni transitorie siano facilitate, nel caso in cui il ripristino dei locali dovesse tardare.

Nanni ha cercato informazioni e ha notato che Poste italiane ricorre a camper o container per affrontare situazioni che comportano una chiusura temporanea delle sedi. Per le manutenzioni o i trasferimenti, ad esempio.

«Naturalmente - commenta - servono suolo pubblico, servizi igienici, condizioni per allaccio idrico. Per questo ho proposto che in Comune tengano di conto di queste necessità in maniera che se dovesse arrivare uno di questi mezzi, l’inizio dell’attività possa avvenire in maniera rapida».

Che si tratti di un servizo importante per la comunità, sia per i residenti che per i turisti, è facilmente comprensibile. «Come lo è - prosegue il presidente del Quartiere - l’installazione di un sistema di videosorveglianza del quale il paese è totalmente sprovvisto. Riotorto ha più di una via di uscita da monitorare».

I punti individuati per la sistemazione delle telecamere potrebbero essere, oltre al centro e alla zona del cimitero, quella del Palazzetto dello sport, piazza del Popolo, area del monumento ai Caduti, via Bonaria all’intersezione con via di Valle Fiorita, il percorso sterrato con cui da Vignale si può raggiungere l’Aurelia.

«Sarebbe un buon deterrente. Nel caso del colpo dell’altra notte, temo che si sia di fronte ad una banda di professionisti che ha studiato fino all’ultimo dettaglio». —

V.P.

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